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QUELLA MAGLIA NUMERO SEI

di Alberto Rossetto

Gaetano ScireaÈ di questi giorni l'ultima moda importata dagli USA e fatta propria dalle società calcistiche, vale a dire quella di ritirare la maglia dei loro giocatori più rappresentativi. Ha cominciato il Cagliari con Gigi Riva, ha proseguito il Milan con Paolo Maldini, mentre il quotidiano "La Repubblica" sta raccogliendo firme per convincere la Juventus a ritirare la maglia numero sei, quella dell'incomparabile Gaetano Scirea.

Personalmente ci piacerebbe molto che qualche mass-media lanciasse invece una campagna per eliminare l'assurda numerazione di maglie a cui si assiste ogni giorno; già perché ormai non si può neanche usare la canonica frase ogni domenica. Undici sono i giocatori in campo, undici i ruoli del gioco del calcio e quindi undici i numeri delle rispettive maglie. E poi, chi si immagina una squadra senza più il numero dieci, quello del fantasista per antonomasia, o senza il mitico numero uno? Che tristezza veder giocare un portiere con il numero 90, un centravanti con il 2, uno stopper con il 46 o il terzino con il 33.

Nulla da eccepire sulla qualità e la storia dei giocatori di Milan e Cagliari, rimaniamo invece perplessi per quanto riguarda la Juve, che, per ogni ruolo ha sempre avuto, ha, e, si spera, avrà fior di campioni e fuoriclasse, non solo in campo ma anche in panchina. In questo modo la Juventus dovrebbe ritirare almeno una ventina di maglie, se pensiamo, tanto per fare degli esempi, a qualche "panchinaro" che in qualsiasi altra squadra sarebbe stato titolare inamovibile e che, quando chiamato in causa, si è sempre rivelato determinante (Altafini, Spinosi, Bodini, Vignola, Rampulla e tanti altri).

Chi ha avuto la fortuna di veder giocare il grande, inarrivabile Gaetano Scirea ne ricorda il suo carattere schivo, ma sempre ben disposto verso stampa e tifosi, il suo inimitabile senso della posizione, la sua pulizia di intervento, ma sempre efficace, il suo modo di stare in campo che ne ha fatto di lui IL LIBERO per definizione. Gaetano Scirea ha dimostrato che è possibile essere grandi campioni senza vivere necessariamente sotto la luce dei riflettori, conservando nel proprio intimo valori profondi basati sul rispetto altrui e (anche) per questo motivo deve essere sempre indicato come modello ai giovani.

Gaetano Scirea
rimarrà per il numero sei come giocatore così come il numero dieci come uomo. La sua tragica scomparsa in Polonia mentre andava a visionare i prossimi avverasri della Juve in Coppa Uefa (un impronunciabile Gornik Zarbrze), non solo ha spezzato una vita umana, ma ha spezzato sul nascere il progetto tecnico che stava costruendo con l'amico-fratello Dino Zoff. Noi vorremmo tanto che i calciatori che hanno fatto grande la Juve fossero ricordati intitolando loro opere ed edifici di proprietà sociale, in modo che il loro nome sia per sempre legato a qualcosa di tangibile. Le maglie no, quelle rimangano come monito e sprone ai nuovi arrivati, che siano onorati di indossare quella casacca e stimolati a fare ancora meglio dei loro illustri predecessori.

5 feb. 2005

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