| Cominciamo
a percorrere la galleria dei campioni bianconeri iniziando dal
compianto Gaetano Scirea, una vera bandiera juventina, visto
che in fatto di presenze in campionato, 377, è secondo
solo all'irraggiungibile Boniperti (444), ma aggiungendo le
presenze nelle varie coppe indossa per ben 512 volte la maglia
juventina, a sole 16 presenze dal leader assoluto, Beppe Furino.
Nato
a Cernusco sul naviglio (MI) il 25.05.1953, cresce calcisticamente
nell'Atalanta, società con la quale la Juve ha un canale
privilegiato, dove approda al ruolo di libero dopo aver inizialmente
giocato a centrocampo. Proprio questa originaria estrazione
calcistica permetterà a Scirea di fornire nuove concezioni
ad un ruolo che prima del suo avvento era stato quasi esclusivamente
di rottura.
Il passaggio alla Juve avviene nell'estate del 1974, allo
scopo di sostituire l'altrettanto inossidabile "Capitan
Billy", al secolo Sandro Salvadore, anch'egli, se vogliamo,
un'antesignano del libero moderno, seppur ancora legato ad
una certa visione "rude" del calcio difensivo. Al
contrario di Salvadore, Scirea gioca quasi in "punta
di piedi", tanto che agli esordi, nonostante lasciasse
già intravvedere una classe cristallina, fa storcere
qualche naso per la sua presunta mancanza di cattiveria.
Pur inserito in una squadra di autentici fuoriclasse, Scirea
riuscì comunque ad emergere; schierato alle spalle
della difesa Scirea si rivelerà invece un libero moderno,
chiudendo con precisione e tempismo, sempre pronto ad avviare
l'azione (sostituito temporaneamente nel ruolo da Furino o
Bonini) di rimessa e non disdegnando la conclusione a rete
in prima persona. Infatti è un libero con il gusto
del goal: 30, di cui 23 in campionato (solo tre in meno di
Schillaci ed alla pari con Boninsegna!), 4 in Coppa Italia
e 3 nelle Coppe Europee. Una curiosità: in una delle
due partite in cui mancò Platini, il 25.03.1984, contro
il Catania fu proprio Scirea a realizzare le due reti del
successo.
Con la Juventus
ha vinto tutto quanto c'era da vincere: 7 scudetti (1975,
1977, 1978, 1981, 1982, 1984 e 1986) che nella classifica
dei giocatori più blasonati gli consentono la piazza
d'onore dietro a Furino (unico calciatore ad aver vinto 8
scudetti con la stessa casacca), Giovanni Ferrari e Virginio
Rosetta (inutile sottolineare che tutti e tre sono ex juventini!),
2 Coppe Italia (1979 e 1983) e, unico calciatore europeo insieme
a Brio e Cabrini, tutte le Coppe Internazionali (Coppa Uefa
- 1977, Coppa delle Coppe - 1984, Supercoppa e Coppa dei Campioni
- 1985 e Coppa Intercontinetale nel 1986).
Con la Nazionale raggiunge le 74 presenze (esordì sotto
la guida di Bernardini), realizzando 2 reti, subentra a Zoff
come capitano azzurro e partecipa a tre Mondiali (1978, 1982
e 1986), ma soprattutto si laurea campione del mondo nell'indimenticabile
edizione spagnola; a ciò si aggiungono anche 5 presenze
con l'allora Nazionale B.
Si ritira al termine
della stagione 1987-1988 per divenire in seguito il "secondo"
di Zoff quando SuperDino, di cui Scirea era intimo amico,
divenne allenatore della Juve. Gaetano Scirea moriva all'età
di 36 anni in Polonia, domenica 3 settembre 1989; la sera
prima aveva visionato il Gornik Zarbrze, prossimo avversario
della Juve in Coppa UEFA. L'annuncio della morte fu dato in
diretta alla Domenica Sportiva dove Tardelli fu colto da malore
alla notizia.
Campione in campo,
schivo nella vita privata, ha incarnato perfettamente lo "stile
Juve" di bonipertiana memoria, lasciando un grande vuoto,
sia come calciatore sia come uomo, che ancora oggi la società
non è riuscita a colmare. Infatti se Scirea segue il
filo rosso dei grandi liberi del passato (dal mitico Bigatto
passando per Luisito Monti e giungendo a Salvadore) non altrettanto
si può dire di chi avrebbe dovuto sostituirlo: Soldà,
Tricella, Dario Bonetti e Julio Cesar furono degli emeriti
fallimenti e lo stesso Montero con i suoi numerosi cartellini
ed alcune "amnesie" non appare all'altezza di una
eccelsa figura come Gaetano Scirea.
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