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La Storia (1986-1996)
Il 17 Maggio 1987 Michel Platini si ritira dal calcio giocato lasciando un vuoto in tutti i tifosi bianconeri. Nel 1990, anno dell'inaugurazione dello stadio "Delle Alpi", la Juve conquista la Coppa Italia e la Coppa Uefa, disputando una emozionante doppia finale tutta italiana contro la Fiorentina. Era la Juve di Vittorio Chiusano presidente, succeduto a Boniperti, dimessosi il 5 Febbraio 1990, e Dino Zoff allenatore, il quale, nonostante meritasse la conferma per i due trofei conquistati, dovette lasciare il posto a Gigi Maifredi, grande tifoso juventino che, nonostante l'arrivo di nuovi campioni del calibro di Roberto Baggio, Pallone d'oro 1993, non riuscì a conquistare alcun trofeo, piazzandosi al settimo posto in campionato con l'esclusione dalle competizioni europee. Gli Agnelli prendono quindi immediati provvedimenti, richiamando Boniperti e Trapattoni ma purtroppo i risultati non sono entusiasmanti e la Juve rimarrà a digiuno di scudetti per 9 anni. Nell'estate del 1994 si volta pagina, con l'arrivo ai vertici della nomenclatura bianconera del trio Bettega-Giraudo-Moggi e di Marcello Lippi allenatore. Grazie alla classe di campioni come Vialli, diventato il nuovo idolo della tifoseria, Del Piero, Ravanelli, Peruzzi, Deschamps, Conte, Ferrara, Sousa inizia un nuovo ciclo, coronato dalla vittoria del ventitreesimo scudetto e della nona Coppa Italia nel 1995 sconfiggendo il Parma nella doppia finale; della Champions League vinta il 22 Maggio 1996 nella grande finale contro l'Ajax (goal di Ravanelli e poi vittoria ai rigori), della Coppa Intercontinentale vinta a Tokyo il 26 Novembre 1996 (decisivo Del Piero) e della Supercoppa Europea del 1997 contro il P. S. Germain, (6-1 al Parco dei Principi e 3-1 a Palermo). Tutte queste vittorie verranno dedicate ad un campione scomparso: Andrea Fortunato, morto di leucemia il 25 Aprile 1995. Dopo aver dominato in Italia e nel mondo, per la stagione 1996/97 la Juve, a sorpresa, cambia ancora. Per la dirigenza nessuno è incedibile o indispensabile. Ma la Juve cambia molto e vince molto. Se ne vanno Vialli, Ravanelli, Paulo Sousa ed approdano alla Juve nuovi giovani come Vieri, Amoruso e campioni già affermati quali Montero, Zidane, Boksic. L'annata è strepitosa, la Juve domina in campionato ed in Coppa dove, reduce dal 6-1 inflitto al Milan sul suo campo, sconfigge ed umilia l'Ajax in semifinale per 2-1 all'Amsterdam Arena, e ribadisce la sua superiorità con un perentorio 4-1 nel ritorno a Torino. Pochi giorni dopo il pari di Bergamo che garantisce ai bianconeri il ventiquattresimo scudetto al termine di un palpitante testa a testa con il Parma, nella finale di Champions League a Monaco la sfortuna, i pali, qualche decisione arbitrale discutibile ed una non ottimale condizione atletica, negano al popolo bianconero un'altra gioia immensa : il Borussia esce vittorioso nonostante una prodezza di Alex Del Piero.
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