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Il 2 marzo 2007 è una data importante per tutti i tifosi bianconeri, perché celebra i sessant’anni dall’esordio di Giampiero Boniperti con la maglia della Juventus. Infatti, proprio il 2 marzo 1947, in occasione di uno Juventus-Milan peraltro conclusosi con una sconfitta per 1-2, un diciannovenne destinato a scrivere alcune delle pagine più belle della storia bianconera debuttava in prima squadra.
Giampiero Boniperti, nato a Barengo, in provincia di Novara, il 4 luglio 1928, era juventino da sempre, ed il suo sogno era quello di poter indossare anche solo per una volta la maglia della sua amata squadra. Nel libro autobiografico pubblicato alcuni anni or sono, lo stesso Boniperti aveva detto: “La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero, perché io, che portavo all’occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera. Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. E’ andata meglio: in campionato ne ho giocate 444”.
Boniperti è forse il più alto esempio di juventinità che sia mai esistito, insieme all’Avvocato Agnelli. Una vita intera dedicata alla Juventus, da giocatore, da dirigente, da tifoso. Dal debutto di cui si è detto sopra al primo gol in bianconero il passo è breve: 8 giugno 1947, una bella doppietta contro la Sampdoria. Da quel momento, Boniperti diventa titolare, e lo resterà fino al giorno del suo addio al calcio, il 10 giugno 1961, dopo 444 partite di campionato e 178 gol, sempre e solo con indosso la maglia della Juventus. Con lui, Sivori e Charles in campo, si costituirà uno dei reparti d’attacco più prolifici e spettacolari della storia del calcio italiano.
Nella stagione 1947/48, il Presidentissimo conquista anche il titolo di capocannoniere con 27 reti, a soli vent’anni e davanti a gente come Valentino Mazzola. Il 9 novembre 1947 arriva il debutto in Nazionale, anche stavolta bagnato da una sconfitta, 1-5 contro l’Austria. Con la maglia azzurra Boniperti giocherà 38 partite, segnando 8 reti e partecipando ai mondiali del 1950 e del 1954, senza fortuna.
Il 21 ottobre 1953, Boniperti ha l’onore di essere l’unico italiano convocato nella rappresentativa Resto del Mondo per l’amichevole contro l’Inghilterra, a Wembley. La gara termina 4-4, con due gol del nostro campione, che impressiona notevolmente il pubblico inglese.
La sua carriera di giocatore si chiude con la conquista del quinto scudetto personale, il 10 giugno 1961, dopo la famosa Juventus-Inter 9-1. Boniperti al termine della gara consegna le scarpe al magazziniere e gli dice che non giocherà più: rispetterà in pieno il suo proposito, e non toccherà mai più un pallone. La sua luminosa carriera si ferma così a soli 33 anni, perché come lui stesso ha dichiarato, non ce la faceva a vedersi superare in velocità da ragazzini di vent’anni.
Ma non finisce il legame con la Juventus: nell’autunno del 1969 viene chiamato a ricoprire la carica di amministratore delegato, e il 13 luglio 1971 diventa presidente, primo caso nella storia del calcio di giocatore che arriva alla massima carica dirigenziale nella sua ex squadra. Resterà in sella fino al febbraio del 1990, guidando la Juventus alla conquista di nove scudetti, 3 coppe Italia, 3 coppe Uefa, 1 coppa Campioni, 1 coppa Coppe, 1 Supercoppa Europea e 1 coppa Intercontinentale. Praticamente, tutto quanto era possibile vincere.
Dopo il fallimento della coppia Maifredi-Montezemolo, viene richiamato per ricostruire la squadra, e resta in carica per tre anni, dal giugno 1991 al maggio 1994, prima di lasciare l’incarico e la guida della Juventus nelle mani della triade e di Umberto Agnelli.
Ora è presidente onorario, ma più che ogni altra cosa rimane un monumento della juventinità, un esempio per tutti quelli che oggi dicono di avere la Juventus nel cuore ma non possiedono nemmeno un briciolo del vero amore che ha animato e continua ad animare questo grande uomo.
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