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| Scritto da Sandro Crocioni | |
| lunedì 21 maggio 2007 | |
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Pensieri in libert...A’ Ricordo il mio stato d’animo non dopo il pareggio di Rimini, ma tre giornate dopo, quando dopo il quattro a zero sul Modena eravamo ancora a meno sette: mi dicevo e pensavo come sarebbe stata difficile la risalita. Ma per fortuna, avevamo in rosa giocatori VERI, che hanno combattuto non per se stessi ma per la squadra che porta una storia di quasi 110 anni, condita da molteplici trionfi sparsi per il mondo. E ricordo la mia frustrazione alla prima sconfitta di Mantova, che portava con se dubbi sulla tenuta fisica e psichica dell’intera formazione, falcidiata da infortuni imputabili a chissà cosa e squalifiche date dal signor Palazzi con nessun metro di giustizia… Ricordo i rigori non dati a Napoli, La Spezia, con il Rimini in casa, contro quelli fischiati contro a Bergamo e Genova (grande Farina). Il tutto seguito da presunte operazioni (illecite) di mercato da parte di squadre degne del loro presidente e voci da parte di pentiti, che riferiscono di orologi regalati a giornalisti perché soltanto in questo modo in due o tre anni abbiamo vinto un centinaio di partite. Porto da esempio la rovesciata di Del Piero per l’assist a Trezeguet l’otto maggio 2005, nello scontro diretto del “Meazza”. Ancora c’è gente che crede che tutte queste prodezze siano il frutto di macchinazioni a tavolino; quando con mezzi più o meno leciti (plusvalenze, passaporti falsi, spalmadebiti) gli altri hanno cercato di starci dietro a raccattar briciole! Ricordo le due prodezze di Zanetti in tre giorni che ci hanno fruttato sei punti fondamentali prima dell’arbitrato del CONI, mentre ricordo con immenso piacere il 200° gol di Alex che suggellava, se mai ce ne fosse stato bisogno, la sua grandezza e issava la sua presenza nell’olimpo juventino. Ricordo le goleade con Crotone, Bari, Piacenza, che non saranno inserite nelle partite memorabili, ma a noi tifosi veri, hanno regalato qualche momento di gioia in un anno sportivamente parlando “drammatico”. Niente si potrà cancellare: da Rossi alla Melandri, da Palazzi alla procura di Napoli, ma una cosa è certa: TUTTI i tifosi juventini si sono uniti attorno a quel manipolo di UOMINI che in un caldo luglio, si erano radunati senza avere certezze di dove giocare. No, mi correggo: insieme agli UOMINI c’è stato in quella settimana un giocatore che si è dimostrato piccolo piccolo (non di statura), che si è professato tifoso fin da piccolo della banda dei disonesti, poi dopo alcuni gol e figure meschine (e meneghine) in Europa, vuole un ritocco sensibile di stipendio per una manciata di reti contro Messina, Ascoli, Torino, Chievo eccetera eccetera… Ricordo il primo rigore dato dopo ben… 25 turni (e nemmeno era solare); e ricordo l’esordio di Venitucci, De Ceglie, Bianco, Marchisio (che sembra essere alla quarta o quinta stagione), per arrivare a Giovinco con una supplica: non fateli andar via! Fateli crescere e giocare a Torino, dove con l’aiuto dei sopra citati UOMINI, potranno crescere ed imparare molto di più che in provincia. Ho riassunto in queste righe, un anno vissuto pericolosamente, dove le scorie create penso che ancora intaccheranno i nostri umori, ma credo, come ho scritto un paio di mesi fa, in Blanc che parla di sinergie e di uomini come un vero manager moderno di una squadra destinata per la propria storia a vincere continuamente in tutti i campi. Credo in Blanc, perché al momento è il collante tra Didier e la società, credo in Blanc perché si è battuto e si batterà per la questione stadio; credo in Blanc perché a qualcuno in questa Società precaria bisogna credere, lui mi sembra il più convincente e realista. Ho detto tutto? Penso di no ma il mio sfogo è quello di milioni di juventini che entrano in serie A con la TESTA ALTA , mentre sono i disonesti che dovranno preoccuparsi di incontrarci prima o poi; a prescindere da quello che sarà e ci porterà il mercato estivo. Sappiamo che quando il gioco è e si farà duro i nostri campioni, lo hanno dimostrato, non deluderanno le nostre fameliche attese… anche se non è uno scudetto, una coppa bisogna esser fieri della nostra squadra e di come è finito questo anno che rimuoviamo subito dalla nostra mente. Siamo juventini e lo dimostreremo soprattutto da domani in poi! Il campionato aziendale è finito: si torna alla SERIE A! (senza sponsor, prego). Sandro Crocioni P.S.In questo momento di gioia il mio ricordo, come quello di tutti, se ne va a Romeo, Riccardo ed Alessio.Ciao e sventolate dal cielo la bandiera bianconera.
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