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| martedì 06 novembre 2007 | |
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06.11.2007 (ore 21,00) L'Uomo nero attacca Collina L’Uomo nero è tornato. Dopo quarantadue giorni di silenzio, nonostante le iniziali ritrosie, l’incessante opera di mediazione ha dato i suoi frutti. Il suo numero di telefono, nel mese di silenzio, non è mai cambiato. E l’Uomo nero, dimenticando gli screzi e la chiusura del suo ciclo di interviste a seguito di qualche eccesso dialettico nei confronti del presidente della Juventus, ha accettato di tornare, nell’ormai consueto ritaglio del martedì, a raccontare verità e retroscena, ingrossando, come l’acqua fa nel letto del fiume, il bacino delle proprie rivelazioni. Senza rinunciare al vincolo dell’anonimato, indispensabile per collocare l’attenzione sugli avvenimenti, e non sulla propria immagine. Evitando, nel contempo, un’esposizione assai difficile da conciliare con la propria quotidianità… Domanda – Gentile Uomo nero, sa bene che giorno è oggi? Risposta – Ride – Sono contento di risentirla, prima di tutto. Oggi è un nuovo giorno, ci sono un po’ di nuvole e fa freddo. Ma la sostanza, resterà la medesima. Chiedo scusa se i giudizi sul presidente Cobolli Gigli sono stati recepiti male, ma la mia opinione non si è modificata. E poi, lo ripeto, fosse per lui Aristofane non sarebbe di certo esistito. Se sono tornato, è perché sento l’esigenza, quasi terapeutica, di confidare ciò di cui sono a conoscenza. All’inizio, non avrei voluto accettare la proposta che mi è stata fatta, quella di tornare. Domanda – Prosegua pure. Risposta – Vede, quando si rimane nell’ombra per troppo tempo, la noia tende a prendere il sopravvento. Non riuscivo più a resistere al richiamo dell’emersione, proprio come un sub che rimane senza ossigeno nella bombola. La mia aria, è la possibilità che ho di raccontare cose che, altrimenti, non vedrebbero mai la luce del sole. La volontà di continuare a mantenere il vincolo dell’anonimato, lo ribadisco, deve essere interpretata in maniera positiva. La mia immagine non farebbe altro che schiacciare quanto dico, ed io non voglio e non cerco pubblicità. In quanto, con l’anonimato, chi mi ascolta può astrarre i concetti, e le rivelazioni, che propongo dalla mia identità, valutandoli per quello che sono. Conferendo loro un giudizio elevato, alto. E poi, ero stufo di non sentire i mezzi di comunicazione occuparsi di vicende a mio avviso molto importanti. Domanda - Faccia un esempio pratico, Uomo nero. Risposta - Il caso “Telecom” in merito ai pedinamenti operati su Vieri, è l'emblema della copertura mediatica degli errori commessi dall'Inter. Sembra un cane che si morde la coda. La “Telecom” scarica la colpa sull’Inter, e la società nerazzurra rigetta tale accusa, dilatando la tempistica di un eventuale processo che presto incontrerà la prescrizione. Le ricordo che un personaggio di spicco presente, in maniera più o meno visibile, in entrambe le aziende è Tronchetti Provera. Pur preferendo fermarmi qui, penso si sia compreso dove voglio arrivare. Domanda - Era allo stadio domenica, per vedere Juventus - Inter? Rsposta - Ride - Sarei potuto essere ovunque, domenica. Ma qualsiasi risposta, si presterebbe come un indizio. Meglio restare in silenzio, su questo. Faccia lei. Pensa che sarei stato bene in tirbuna? Allora mi immagini li. Di più, non posso e non voglio dirle. Già in passato ho temuto che qualcuno avesse scoperto la mia identità, quindi non risponderò più alle sue domande sulla mia presenza a determinati avvenimenti. Domanda - Posso chiederle almeno come ha valutato la partita? Risposta - Male, per la Juventus. Era la partita decisiva per aggredire gli avversari. Avrebbero dovuto bruciare la terra, non lo hanno fatto. Un applauso lo merita la tifoseria, però. Davanti all'albergo lo spettacolo è stato unico. Fossero scesi in campo loro, con quella determinazione, i giocatori avrebbero vinto l'incontro. Ma non è andata in questo modo, purtroppo. Questa Juventus deve solo accontentarsi. Ed è molto triste. Domanda – Nel frattempo, un popolare quotidiano sportivo ha ripreso la notizia che lei, da circa tre mesi, aveva anticipato nel corso di questo ciclo di interviste. Insomma, mi ha tradito in poco tempo. E’ diventato per caso l’informatori di altri mezzi di informazione? Risposta – Se si riferisce alla notizia pubblicata da “Tuttosport” su Hamsik, le posso assicurare che ho un valore importante che mi contraddistingue. Questo valore, per me incantevole, è la fedeltà. Le avevo promesso che avrei smesso di parlare, che mi sarei fatto da parte. E credo di averlo fatto. Quella notizia, forse è stata ripresa proprio da una delle tante interviste che ho realizzato nella veste di Uomo nero. Ma come privato, le assicuro, non ho mai tradito il patto che ho con lei. E che spero lei continui sempre a rispettare. Mi è stato vicino in un momento non certo esaltante, mi ha cercato. E per me questo non conta poco. Anche la “Gazzetta dello sport” ha pubblicato qualche settimana fa quanto da me dichiarato proprio in questo ciclo di interviste, rivelando la trattativa legata al passaggio di Buffon, assolutamente consenziente e speranzoso del positivo esito della trattativa, al Milan. Poi saltata per via di un diniego di carattere economico, ma anche politico, ovvero per una sorta di scrupolo di coscienza da parte del presidente del Milan. Domanda – Nella sostanza, però, è stata evidenziata una sua indiscrezione. Le fa piacere? Risposta – Ha usato un termine sbagliato, diciamo non appropriato. Non posso però negare che si è dimostrata valida la mia anticipazione, che le feci sul finire di agosto. Sono passati dei mesi, e forse, anche se in ritardo, questa notizia sta pian piano iniziando a trapelare con più semplicità. Un segreto di mercato, non può durare in eterno. E se sia De Laurentiis che Cobolli Gigli hanno minimizzato gli errori disastrosi commessi nell’arco della sfida, a mio avviso irregolare e quindi da ripetere, fra Napoli e Juventus, significa che l’intera trattativa, quella che lei ha citato per uno fra Hamsik e Lavezzi, è a buon punto. Quando ci sono in mezzo dei soldi, è difficile litigare. Avessero ecceduto in recriminazioni o proteste, si sarebbe rischiato il collasso dell’operazione. Domanda – Mentre inizio a mettermi il casco, le chiedo come ha giudicato la direzione di gara fra il Napoli e la Juventus. Risposta – Ride – Non inizi a preoccuparsi, e mi stia a sentire bene. E’ stata una gara assolutamente vergognosa. Ci fosse stato Moggi, al posto del direttore sportivo Marino, tutti avrebbero parlato di campionato falsato e di designazione arbitrale pilotata con maestria. Perché adesso nessuno dice nulla? Si è domandato perché Bergonzi è stato designato per una sfida tanto delicata dopo aver arbitrato, e male, il Napoli ad inizio campionato? Come se un vigile, dopo aver multato la macchina del sindaco, venisse d’un tratto chiamato a prestare servizio davanti al comune. Io ho un’idea, e non mi soffermo a spiegarla, tanto è già chiara. Una designazione del genere, è inammissibile. Ma poi, faccio mente locale e ricordo che il designatore è Collina, e non mi stupisco di niente. Per non dire ciò che è stato fatto per la simulazione di Zalayeta. Domanda – Continui pure. Risposta – Come fa un giudice sportivo, dopo aver deciso due giornate di squalifica per Zalayeta, ad annullare la propria disposizione in virtù del ricorso presentato dal Napoli? E con quale motivazione arzigogolata, poi. Secondo l’organo preposto al giudizio, infatti, Zalayeta sarebbe stato trattenuto da Legrottaglie. Ma hanno spiegato, a questi signori, che se una persona viene trattenuta per la maglia non cade in avanti, bensì all’indietro? E’ una legge della fisica a dirlo. Ma la cosa più triste, sa quale è? Domanda – Ci risiamo, Uomo nero. Se lei continua nei suoi monologhi, da ragione a chi dice che siamo come Totò e Peppino. Questo, lo comprende? Risposta – Ride – Non sia pignolo. E mi ascolti, invece. La cosa triste è che nessuno ha dato risalto a questa situazione. Le ricordo, che la Juventus, pur presentando ricorso, non riuscì a ridurre i tre turni di squalifica che vennero inflitti ad Ibrahimovic in nella sfida fra Juventus ed Inter per fallo di reazione di Ibrahimovic su Cordoba, oggi compagni di squadra e amici nell’Inter. Bene, la Juventus di Moggi in quel caso fu costretta ad affrontare il Milan, a “S.Siro”, senza lo svedese. Riuscendo tra l’altro a vincere, con rete di Trezeguet. Ma non era proprio quella la formazione aiutata dagli arbitri compiacenti e dai designatori fantasma? Domanda – Dove vuole arrivare, Uomo nero? Risposta – Come dove voglio arrivare? Lei, se mi fa questa domanda, non mi ha seguito. Se con il manovratore Moggi la Juventus non è riuscita ad ottenere uno sconto di squalifica, ed il Napoli è invece stato in grado di far valere le proprie ragioni, tali da far persino tornare sui propri passi il giudice sportivo, cancellando due giornate di squalifica per una simulazione chiarissima di Zalayeta, che ha peraltro cagionato l’ammonizione di Buffon, e che ha consentito ai partenopei di ottenere un rigore, ci sono solo due chiavi di lettura possibili. O la Juventus di Moggi non era poi così potente, oppure la classe arbitrale del dopo “calciopoli” vale meno di un quarto di quella di due anni addietro. Scelga lei fra l’olio di ricino e la puntura d’ago, tanto il dolore è lo stesso. Il problema è soltanto uno. A pagare è sempre la Juventus. Le riporto dei dati molto interessanti. In merito alle prime sette giornate di questo campionato, l’Adiconsum ha riscontrato come il quarantatre per cento delle gare sia stato falsato da errori arbitrali. Con tasso di crescita del due per cento rispetto allo scorso campionato, senza l’oneroso designatore Collina. Quello che nell’intervallo della partita fra Perugia e Juventus chiamò, prima di decidere se continuare o meno la gara, Cragnotti per chiedergli se l’eventuale posticipazione dell’incontro arrecato disturbo. Lo chieda a Collina, questo. Lui non potrà che confermare. Domanda – In linea generale, come giudica l’atteggiamento arbitrale nei confronti della Juventus? Risposta – La Juventus ha subito sei rigori. Due, di cui uno inesistente, nella sfida contro il Cagliari, con il direttore di gara che ne aveva addirittura fischiato un terzo. Uno con il Parma, in Coppa Italia, uno con la Fiorentina, e due, impossibili da decretare, contro il Napoli. Senza dimenticate che nella prima sconfitta stagionale con l’Udinese, i bianconeri avrebbero dovuto beneficiare di due rigori a favore. Uno per intervento scomposto del portiere Handanovic, che interessa al Milan, su Nocerino, e l’altro per intervento di Coda su Chiellini. Penso che quanto detto possa bastare. Domanda – Il presidente Cobolli Gigli, spesso da lei accusato di immobilismo, ha però reagito con vigore dopo gli errori arbitrali commessi nella gara con il Napoli? Risposta – Scusi, ma una persona normale non avrebbe potuto fare altrimenti. Mi sarei meravigliato del contrario. Sarebbe stato difficile immaginare un presidente della Juventus contento e felice, pronto ad intonare una canzoncina napoletana, magari in pizzeria di Posillipo, in un dopo partita tanto disastroso. Insomma, a tutto c’è un limite. Quello della decenza, a mio avviso, è stato superato, e di molto, nell’incontro fra Napoli e Juventus. Evidentemente non per l’allenatore di quella formazione, che continua a dire che il rigore c’era. Personalmente, sono deluso da questi atteggiamenti. Come di quello di Zalayeta. Avrebbe dovuto essere onesto, e non lo è stato. Sino a quando si paleseranno, e verranno tutelati, tali errori, la Juventus non potrà sperare in un posto nella prossima Champions League. Domanda – Favorevole alla moviola in campo? Risposta – Solo per le reti fantasma e le simulazioni. Ma voglio spingermi oltre. La mia è una provocazione. Voglio proporre un nuovo modello interpretativo del regolamento. Semplice e non soggetto alla discrezionalità. Se nella giornata successiva ad una partita si riscontra la presenza di un’espulsione ingiusta ed ingiustificata, se un rigore viene fischiato a causa di una simulazione o se l’arbitro concede un rigore decisivo ai fini del risultato quanto inesistente nella sua sostanza, la gara deve essere ripetuta. E la storiella dei calendari intasati, non regge come scusante per non applicare tale sistema che sto proponendo. Diminuiscano l’affollamento della Coppa Italia, piuttosto. E riducano a diciotto il numero delle formazione del massimo campionato, aumentandone la qualità. Vedrà che le sfide da rigiocare, e quindi volgarmente da definire in più, tenderanno a combaciare con la drastica diminuzione del numero delle formazioni in campionato e con il ridimensionamento, solo a livello numerico, e non qualitativo, dei turni della Coppa Italia. Domanda – La Juventus interverrà sul mercato a gennaio? Risposta – No, non interverrà. E se lo farà, sarà la dimostrazione che la campagna acquisti estiva è stata un fallimento. Dico questo anche se la dirigenza non ha speso tutti i soldi che aveva promesso. Sono stato io il primo a sottolinearlo, ma adesso è tanto evidente che tutti i mezzi di informazioni stanno cercando di dare risalto a questa anomalia. Per quanto riguarda la cessione della società, affronterò questa tematica in futuro. Ma tutto ciò che avevo detto è stato confermato. Anche nel consiglio di amministrazione e nella riunione degli azionisti. Cobolli Gigli e Blanc erano in evidente difficoltà. Per evitare ulteriori noie, dico soltanto che un presidente non può rispondere ad una domanda precisa con un generico: “Non sono a conoscenza di ciò. Nessuno mi ha informato”, guardandosi intorno. Il paracadute economico presente nel suo contratto parla di circa ottocentomilioni delle vecchie lire in caso di licenziamento. Non mi sembra una clausola posta a tutela della società, ma a tutela dell’interessato. E poi, Blanc parla tanto di riduzione dei costi. Ma è lui il costo più oneroso per quanto concerne gli stipendi dei dirigenti. Prende solo qualche centesimo in meno di Giraudo e Moggi. Domanda – La prossima volta, gentile Uomo nero, di cosa vorrà parlare? Risposta – Ride – Non posso, nel giorno del mio ritorno, non rispondere con la solita frase. Io non decido nulla, racconto solo ciò di cui sono a conoscenza. Nesti Channel |
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