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| Scritto da Alberto Rossetto | |
| lunedì 25 febbraio 2008 | |
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WRESTLING, ITALIA I fatti di Reggio Calabria sono la miglior risposta a quei tifosi juventini che ancora credono, o peggio ancora si rifiutano di pensare, che quanto successo nell'estate del 2006 corrisponda a verità. Magari sono gli stessi tifosi juventini (o presunti tali) che adesso se la prendono con il designatore arbitrale, dimenticando che il plurimilionario in questione altri non è che uno splendido esempio di coerenza comportamentale; agiva nella stessa maniera quando era in campo (anche sotto il diluvio) come ora dietro una scrivania: è cambiato il compenso, eccome, ma nient'altro. Semmai sono un po' patetici e rasentano perfino la tenerezza quegli arbitri che si ostinano a fischiare rigori a go-gò e comminare cartellini di tutti i colori ad una squadra fantasma. Sì, perché la Juventus ha cessato di esistere il 14 maggio 2006, allorché vinse il suo ventinovesimo titolo tricolore. In realtà la sua fine venne comunicata all'opinione pubblica una settimana prima, in occasione dell'incontro interno con il Palermo; chi avesse dimenticato il tutto è pregato di andare a rileggersi commenti ed interviste di quel giorno. La Juventus, sia chiaro, non è stata annientata da chi l'aveva sempre attaccata (e continua tutt'oggi ad attaccare il suo fantasma), la Juventus è stata annientata da chi avrebbe dovuto invece difenderla. Nell'estate del 2006 è stato deciso che il campionato italiano di calcio dovesse divenire una sorta di wrestling nostrano, una pura rappresentazione virtuale con tutti i verdetti già decisi a tavolino ed i fatti di Napoli sono solo l'ultimo corollario al teorema e fanno sorridere gli ingenui che discutono ancora su un ipotetico piazzamento in zona Champions della ex Juventus. Assegnato d'ufficio il primo posto agli indossatori di scudetti altrui, chi di grazia dovrebbe far posto ai bianconeri nelle altre posizioni? Forse le squadre capitoline che non state dichiarate fallite per motivi di ordine pubblico (parole dell'ex premier Berlusconi)? O forse il Milan che neppure è stato punito per i clandestini incontri organizzati da Meani, anzi gli è stato scientificamente consentito di partecipare e vincere un'altra coppa? O forse la stessa Fiorentina che una volta riabilitata appieno da calciopoli non ha neppure presentato uno straccio di protesta per chiedere un risarcimento danni (ammesso che ne abbia mai avuti)? Anche Cobolli Gigli si è sentito in dovere di lagnarsi pubblicamente davanti ai microfoni televisivi. E' lo stesso presidente che promise tuoni, fulmini e.... ricorsi dopo le decisioni della CAF, salvo poi rimangiarsi tutto dopo poche ore. E' lo stesso presidente che definì i tifosi che protestavano sotto la sede sociale "quattro pensionati". Oggi Cobolli Gigli , parole sue, è incazzato: ma non sarà troppo tardi? Inaccettabili semmai sono i personaggi che oggi si aggirano intorno alla ex Juventus, non le situazioni che si vengono a creare a causa loro. Perché come hanno accettato (e concordato) quanto successo nel 2006 in nome di presunti valori sportivi ed etica professionale, oggi che loro sono i primi danneggiati, devono continuare ad accettare quanto accade, altrimenti è pura malafede. Dei propri quattrini e del proprio tempo libero ciascuno ne dispone nel modo che ritiene più opportuno, altrimenti non si spiegherebbe il successo di un fenomeno finto come per l'appunto il wrestling. Consentitemi di dare un piccolo consiglio a quei tifosi che ancora frequentano gli stadi: statevene a casa al calduccio. Con i soldi risparmiati vi mangiate una buona pizza, o comprate dei giochi ai bimbi per Natale, o vi dedicate vostro hobby preferito. Sappiate che qualunque alternativa prendiate vi consentirà di vivere un'esperienza reale e non virtuale. Sempre che non siate appassionati di wrestling, si intende. N.B.: sostituire Reggio Calabria con qualunque altra città italiana in cui si disputi un incontro di calcio di serie A. Alberto Rossetto, da sempre e per sempre juventino, non rappresentato dall'attuale proprietà. |
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