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venerdì 29 febbraio 2008


L'angolo della riflessione spicciola: Il Derby...

ALESSANDRO DEL PIEROScrivo dopo due giorni e a mente fredda di questo Derby della Mole approfittando anche di quanto letto e visto in giro per le varie trasmissioni sportive per il mio consueto angolo di riflessione pallonara sulla nostra amata Juventus.
Innanzi tutto credo sia doveroso partire dal mero risultato statistico della partita in quanto è quello, come si suol dire “in soldoni”, a fare classifica.
Non c’è dubbio che dopo la vittoria contro la Roma faccia parecchio dispiacere essere tornati indietro rispetto a quel secondo posto che non solo vorrebbe dire Champion’s assicurata, ma anche possibilità di programmare al meglio la prossima stagione (non dimentichiamo che gli Europei sarebbero un ulteriore problema che andrebbe a sommarsi al ritiro anticipato in caso di preliminari).
Il distacco accumulato dai giallorossi però è figlio non del pareggio nel Derby ma della sciagurata vergogna arbitrale perpetrata da Dondarini.
La Roma ha infatti pareggiato contro l’Inter grazie all’ennesimo omaggio dei fischietti di Collina agli uomini dell’odioso omino in cashmere (mi rifiuto anche solo di scrivere il nome di quell’odioso individuo ma chiunque lo può identificare facilmente con l’appellativo di “tecnico più scarso della serie A”) e anche il Milan, il vero pericolo alle nostre spalle si è fermato.
In sostanza il turno non ci è stato troppo sfavorevole e di certo sperare in una vittoria contro il Toro in concomitanza con una sconfitta dell’Inter per continuare a cullare illusioni scudetto era un esercizio inutile visto che gli arbitraggi dimostrano come Moratti avrà l’ennesimo scudetto di cartone.
Veniamo ora a quello che è l’aspetto tecnico della partita e qui la nota è a mio avviso parzialmente dolente.
Rispetto alla immeritata sconfitta di Reggio si è infatti registrato un netto passo indietro nel gioco espresso a riprova, semmai ce ne fosse bisogno, che questa squadra non può fare a meno di Zanetti, il solo in grado di dettare un gioco per quanto non si tratti di un vero e proprio regista.
Prendo spunto tuttavia dall’articolo dello stimato collega della redazione di BoL, Sandro Crocioni per spezzare una lancia a favore dell’acquisto di Sissoko che in troppi, specialmente quei nostalgici della vecchia dirigenza che usano qualsiasi pretesto per attaccare quella attuale anche oltre i suoi effettivi demeriti (che cmq nessuno nega), hanno ingiustamente bocciato.
Mi allineo al giudizio del nostro stimatissimo e indimenticato Gianluca Vialli nel dire che secondo me il nuovo acquisto è un ottimo colpo di mercato e sarebbe assolutamente ingiusto giudicarlo negativamente solo perché non si tratta del regista a lungo atteso.
Dissento nella fattispecie in maniera netta nel giudizio che Sandro da sostenendo che Nocerino è superiore a Sissoko.
Dopo un discreto avvio di stagione infatti l’italiano ha iniziato una spirale discendente inferiore solo a quella espressa da Palladino (e qui concordo con Sandro).
CRISTIANO ZANETTINocerino non solo a mio avviso è tecnicamente poco dotato (altro che Gattuso dai piedi buoni) ma ha la medesima dote del Ringhio milanista di farsi sventolare in media un giallo a partita, la maggior parte dei quali con interventi del tutto inutili, una attitudine di cui questa Juve, palesemente bersagliata dalla classe arbitrale non sa che farsene, senza contare la scarsa quantità di palloni recuperati e il poco pressing che mi porta a domandarmi a che ci serva un intenditore del genere.
Sissoko ha invece mostrato un grandissimo dinamismo per quanto visto finora e una grande attitudine nel recuperare palloni.
Certo non ha piedi di velluto ma credo che una buonissima parte dei passaggi sprecati visti nel derby siano da imputare più a una scarsa intesa coi compagni che a un effettivo difetto di tecnica individuale.
Molte volte infatti Sissoko ha perso palla in fase di impostazione passando nella direzione sbagliata rispetto a quella che il compagno prendeva e questo è del tutto comprensibile vista la scarsa intesa finora maturata coi compagni di reparto.
Per il resto la corsa del malaiano e il suo dinamismo sono eccezionali e a chi ricorda il fatto che sia stato il suo scomposto intervento a causare il rigore della sconfitta contro la Reggina faccio notare che l’unico che aveva ancora la forza al 90° di lottare e di rientrare a coprire in difesa era proprio lui.
Quasi nessuno infatti si è domandato come mai in quella situazione delicata a difendere la nostra area ci fosse un centrocampista e non uno dei difensori deputati, nessuno che si è chiesto dove fossero finiti i centrali e come mai Amoruso fosse al 90° nella nostra area di rigore senza nessuno che lo marcasse tranne appunto Sissoko che ancora aveva la forza di correre.
Sarebbe ingiusto quindi scaricare sul neoacquisto la delusione per il mancato arrivo di un regista in grado di prendere in mano il centrocampo.
La mia critica, e mi si perdoni la lesa maestà, va invece alla prestazione incolore di Del Piero e soprattutto di Camoranesi.
Sandro nel suo articolo dice che al posto di comprare Sissoko si poteva benissimo spostare Camoranesi al centro ma non è proprio quello che ha fatto Ranieri nel Derby mettendo invece sulla destra Palladino?
L’italoargentino doveva prendere in mano la squadra orfana di Zanetti e invece ha fallito miseramente confermando ancora una volta di essere il classico giocatore estroso e pieno di talento, in grado nelle giornate giuste di risolvere le partite ma che però incappa in giornate in cui ti verrebbe voglia di prenderlo a sberle tanto risulta indisponente.
Una delle principali critiche spesso rivolte a Molinaro, giocatore acerbo tecnicamente ma pieno, a mio modesto avviso, di potenzialità e dotato di una attitudine atletica incredibile che gli consente di andare avanti e indietro sulla fascia senza fermarsi mai, è quella di fare tutto bene salvo poi sprecare con dei cross inguardabile i meriti accumulati.
Io mi domando se qualcuno ha osservato sotto questo aspetto le prestazioni di Del Piero e Camoranesi nel Derby.
Io l’ho fatto ed è stato qualcosa di assolutamente sconfortante, una accozzaglia di pressappochismo indegna della classe dei nostri campioni.
Camoranesi dalla destra quando riusciva a portarsi in posizione utile per crossare faceva dei traversoni degni del peggior Molinaro di stagione, Del Piero dal canto suo rispondeva sprecando OGNI SINGOLO calcio d’angolo guadagnato dalla Juve con dei traversoni che INVARIABILMENTE cadevano o bassi sul difensore appostato sul primo palo e risultavano talmente lunghi sul secondo palo da finire spesso in fallo laterale se non c’erano Nedved o Molinaro larghi pronti a recuperare il pallone altrimenti perso.
PUNIZIONE DEL PIEROAnche il saldo finale sui tiri piazzati del Capitano è ampiamente negativo a dispetto del Miracolo (con la emme maiuscola) fatto da Sereni.
Spesso Alex ha a disposizione al massimo uno o due tiri piazzati in 90° minuti, coi granata invece grazie alla superba prestazione di Nedved (almeno fino all’inutile espulsione) il Del Piero ha avuto almeno 4 o 5 occasioni per fare male dal limite ma tranne che nell’occasione della strepitosa parata del numero uno granata gli altri calci piazzati sono stati a dir poco inguardabili, per non dire imbarazzanti con la palla spedita ad altezze siderali.
Va assolta la prestazione opaca di Iaquinta che è stato reclutato giocoforza per la contemporanea indisponibilità di Trezeguet ma che non era oggettivamente in condizione, reduce com’era dal dolore alla schiena.
A brillare quindi è stato ancora una volta il pacchetto arretrato e in particolare un super Chiellini che sta disputando una stagione a dir poco strepitosa.
Buone anche le prove di Zebina e Molinaro che a differenza di Nocerino sta invece migliorando a piccoli passi nell’arco della stagione e che dovrebbe ricevere maggiori attenzioni da parte dello staff tecnico di Ranieri.
Con un lavoro continuo e specifico sui cross potremmo infatti ritrovarci per le mani un signor terzino sinistro.
Quanto a Zebina resta il solito lunatico capace di eccezionali sgroppate ma discontinuo.

Carlo Invernizzi

 
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