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| martedì 24 febbraio 2009 | |
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24/2/2009 (9:37) - TORNEO DI VIAREGGIO
VIAREGGIO Per la Juve è la sesta affermazione nella Coppa Carnevale, la quarta nelle ultime sette edizioni, anche se a Viareggio non vinceva dal 2005. «È una soddisfazione immensa per la società, per l’allenatore Maddaloni che alla prima esperienza è riuscito a creare un gruppo compatto, per i ragazzi e per me», ha detto il responsabile del vivaio Ciro Ferrara. Accanto a lui il ct della Nazionale, Marcello Lippi: «La Juventus fa bene a investire nei giovani, tutte le società dovrebbero farlo. Questa finale dimostra come la scuola italiana sia la migliore». Il tecnico Massimiliano Maddaloni alla vigilia, riferendosi al grande cammino compiuto dalla sua Primavera nel Viareggio, aveva detto: «Abbiamo scritto una grande opera, ora dobbiamo interpretarla». A fine partita: «Non era facile, ma ora possiamo dire che l’opera l’abbiamo completata». Ieri gli attori sono stati perfetti: Maddaloni sceglie di tornare al suo 4-2-3-1, dando una chance importante a Giuseppe Giovinco. La Juventus parte forte, stordendo fin dai primi minuti una Sampdoria irriconoscibile e incapace di contenere la spinta bianconera, specialmente a sinistra dove regna Ayub Daud. Il somalo, capocannoniere del Torneo con 8 reti (ha eguagliato il record del viola Banchelli nel 1992), dopo 13’ lascia partire un cross radente sul quale va in confusione Perazzo che con una svirgolata manda la palla nella propria porta. La firma sul 2-0 la mette al 37’ Ciro Immobile (tocco di coscia su traversone di D’Elia), poi lo straordinario tris di Daud al 3’ st: sinistro di prima intenzione dal vertice dell’area che Fiorillo non vede partire. Pinsoglio è miracoloso in due occasioni su Marilungo, poi il doriano Di Leva accorcia su punizione. Il sigillo finale è di Immobile, che sigla la sua seconda doppietta di fila dopo quella al Toro e davanti alla telecamera fa un cuore con le dita come Pato. L’arbitro Rocchi fischia la fine senza far riprendere il gioco. Scoppia la festa bianconera: i giocatori fanno il giro del campo sotto gli occhi commossi di Ciro Ferrara e del suo vice Michelangelo Rampulla, sugli spalti insieme con Gian Paolo Montali e Renzo Castagnini. Sul terreno dello Stadio dei Pini va in onda la premiazione in stile Champions League. Il capitano Luca Castiglia esclama: «Mai giocato in una squadra così forte». Gli dà corda Lorenzo Ariaudo: «Il nostro Torneo è da dieci in pagella». Da Torino arrivano i complimenti del presidente Giovanni Cobolli Gigli: «Bravi, vittoria significativa che conferma la qualità dei nostri giovani. Speriamo di ripetere la striscia di tre vittorie ottenuta tra il 2003 e il 2005». Daud sprizza felicità e stringe al petto la coppa: «Il segreto dei miei gol? Non lo so neanch’io... Maddaloni mi ha detto di arretrare qualche metro per avviare l’azione e di propormi di più sui cross. È incredibile». Il napoletano Ciro Immobile spiega la sua esultanza: «Dedico le due reti alla mia fidanzata Annabella, non so cosa avrei fatto senza di lei in questi miei primi due anni alla Juve passati lontano dalla mia famiglia». Fausto Rossi, in campo 20’ dopo l’infortunio con la Lazio: «Ho stretto i denti per esserci: una gioia indescrivibile». Bersaglio preferito dei gavettoni, Maddaloni gronda felicità: «Quando ho capito che ce l’avremmo fatta? Dopo i rigori contro la Lazio. Questa vittoria è per la società e per la famiglia di mia moglie».
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La Juventus ha vinto il 61° Torneo di Viareggio schiantando in finale la Sampdoria (4-1). Immobile (doppietta) e Daud (gol e autorete propiziata) sono le note più liete di una sinfonia travolgente. Annichilita la Samp, che nel 2008 aveva ottenuto scudetto, Coppa Italia, Supercoppa e ambiva al grande slam: i liguri si consolano con i riconoscimenti a Vincenzo Fiorillo (miglior portiere) e a Guido Marilungo (Golden Boy, miglior giocatore).
