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Scritto da Sandro Crocioni   
venerdì 27 febbraio 2009


COME CON CAPELLO

Del PieroLa partita di martedì sera, mi ha riportato alla mente le due sconfitte in altrettante trasferte in terra di Albione rispettivamente nella C.L. del 2005 e del 2006. Come allora i commenti del giorno dopo sono stati unanimi: cioè una gara giocata  a metà, lasciando il primo tempo alla squadra locale, mentre nella ripresa la Juve ha fatto la partita ma non ha concretizzato le occasioni avute. Speriamo che la qualificazione almeno per stavolta sia nostra. Perché la gara ci ha lasciato molte recriminazioni non tanto per come abbiamo giocato, ma per quella sensazione di scarsa pericolosità malgrado il pallino del gioco sia rimasto totalmente in mano dei bianconeri. Certo il Chelsea aveva e di molto rallentato il ritmo forsennato della prima parte di gara, Mikel era andato in debito di ossigeno, ed era in quel momento che si poteva far di più.

Molti dicono che Trezeguet doveva essere inserito prima, non soltanto ad una manciata di minuti dalla fine; e malgrado ciò si è reso pericoloso, ma il rischio di prendere il secondo gol che avrebbe frantumato i sogni di qualificazione ha prevalso sulla scelta di Ranieri. Poi se la squadra nel primo tempo è rimasta totalmente sotto la linea del pallone, questo va messo a carico al 50% ai giocatori ed al tecnico. Non è lui che va in campo, ma è lui che può spronare i suoi a restare in avanti a cercare di segnare anziché distruggere le iniziative avversarie, mentre sono i giocatori che devono prendersi la briga di dare quel qualcosa in più in queste gare e non sbagliare Sissokoun numero elevatissimo di  palloni che in altre occasioni non avrebbero mai sprecato. Ho contato nel primo tempo almeno 10 palloni persi in maniera elementare al limite dell’area dei “blues”, un numero spropositato per chi ha in squadra giocatori del calibro di Tiago, Nedved e Del Piero.

Come nelle precedenti ultime trasferte inglesi, la timidezza ha contraddistinto la prestazione della Juve. Però martedì si è vista in più, nella ripresa, una mole di gioco e una pericolosità che ci lascia ottimisti per la gara di Torino il 10 marzo prossimo. Purtroppo in questo momento paghiamo la scarsa vena prolifica delle due punte, mentre dietro paghiamo per la “normalizzazione” di Buffon. Parliamoci chiaro: non è che il portierone nostro debba sempre far miracoli quando gli avversari sono soli davanti a lui, ma per un “mostro” come Gigi neutralizzarli di tanto in tanto sarebbe cosa assai gradita! Ma questi miracoli non ci sono (per ora) più, il “mostro” è un portiere normale che si deve chinare alle amnesie collettive del reparto difensivo, sperare però che ritorni il Buffon di un anno fa è lecito e propedeutico per una eventuale qualificazione ai quarti. Non voglio certo buttargli la croce addosso per questa sconfitta è chiaro, però Gigi se puoi ritornare a fare qualche miracolo…

E poi mi rivolgo direttamente al mister: “Quando smetteremo di subire sempre reti uguali?” Su questo punto a RanieriVinovo, si dovrà lavorare parecchio in questo periodo. È inammissibile che una squadra come la Juve, subisca da tre o quattro partite le medesime reti!

Ecco, mi brucia dover scrivere queste cose dopo martedì, vorrei tanto giocare subito il ritorno, per dimostrare a tutti che la Juve è almeno alla pari se non più del Chelsea. Tutti dicono che da quando c’è Hiddink il Chelsea è cambiato, gioco più veloce, più verticalizzazioni ed altro; io invece ho visto una squadra si cambiata ma un po’ più vulnerabile dietro.
Con Scolari era più lenta, ma subiva anche meno le iniziative avversarie, e questo è il punto dal quale deve partire la rimonta.

Peccato non aver saputo cogliere questa ’occasione direttamente a Londra, quando addirittura la difesa non aveva Carvalho che a Torino invece dovrebbe esserci. Ma non sarà la presenza del portoghese l’ago della bilancia della sfida, ma sarà la forza e la voglia di riscatto dei bianconeri a far pendere dalla nostra parte il sottile ago della bilancia. Diversamente da come fu imbrigliato Capello nelle partite di ritorno a Torino da Benitez e da Wenger, il nostro mister dovrà trovare in questi giorni la formula per venire a capo di questo altro volpone delle panchine: coraggio e più cattiveria, queste le armi in nostro possesso. Basta riveder la partita per capire che i “blues” erano più cattivi dei nostri e questo mi ha fatto ancora più male di un seppur modesto 0 a 1!


                                         Sandro Crocioni  

 

 

 
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