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| lunedì 28 settembre 2009 | |
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Il campionato povero Classifica irriconoscibile. Un anno fa, con 13 punti, guidavano Lazio, Udinese e Inter. La Juve di Ranieri, reduce dal ko interno con il Palermo, e prossima al rovescio di Napoli, arrancava a quota 9. Da meno quattro a più uno sull’Inter: in teoria, ci sarebbe di che rallegrarsi; la situazione, invece, lo sconsiglia. Era la prima Juventus pomeridiana della stagione, è rimasta l’unica squadra imbattuta. A parte il digiuno di Amauri e l’esigenza di recuperare Diego & Del Piero, il problema coinvolge la fase difensiva. Se Iaquinta e Trezeguet sbloccano facilmente il risultato, gli avversari altrettanto facilmente lo rincorrono: e quando non si supera Buffon, devo farlo Chiellini. I cambi hanno premiato Papadopulo più di quanto non abbiano gratificato l’empirismo di Ferrara. L’Inter ha sofferto con Bari e Cagliari, la Juve con Chievo, Livorno e Bologna. Riecco l’incubo delle piccole mangiapunti. L’epilogo ha ricordato il 3-3 di Juve-Chievo, con Melo nei panni di Mellberg e Adailton al posto di Pellissier. Ranieri sarebbe stato sbranato. Delle Grandi, vince solo la Fiorentina, una formica col pugnale. Spettacolo del Bari a San Siro: Ventura e torello da applausi, Storari evita la goleada. Un disastro, il Milan di Leonardo, tre reti in sei partite. Pirlo sacrificato, Ronaldinho sostituito, Huntelaar e Pato impalpabili. L’Udinese (che gol, Di Natale) bacchetta il Genoa, danneggiato da Trefoloni, la Lazio non si scolla da Pechino, un guardalinee e De Rossi salvano il compleanno di Totti a Catania. Marino o non Marino, l’arroganza di De Laurentiis ha raggiunto picchi fastidiosi. È lui che mette i soldi, ma c’è modo e modo di trattare i propri dipendenti. Il 2-1 del Napoli al Siena non allontana la ghigliottina da Donadoni.
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