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(ex)JUVENTUS - GENOA 3-2
UN MIRACOLO DEL KOLLINA BOY RILANCIA I BIANCONERI
Dall'estate del 2006 il calcio italiano è cambiato radicalmente e non passa giorno che il trio pennivendoli Nikki & Kollina non lo ripeta, quasi che abbiano timore che l'opinione pubblica non sia proprio del tutto convinta di ciò, quasi che quello che succede settimanalmente sui campi dell'Italian Virtual Soccer Championship vada in controtendenza con quanto sbandierato, quasi che dai processi di Napoli e quello a Telecom gestione Tronchetti Provera non vadano delineandosi scenari completamente diversi da quelli presentati nell'estate infame.
E infatti non se ne parla.
Domenica al Comunale la direzione del wrestling nostrano si è accanita contro il Genoa, compagine presieduta da quel galantuomo di Enrico Preziosi. Fuori dal calcio è proprietario della Gruppo giochi Preziosi, società per la quale fa la pubblicità il portiere Gianluigi Buffon, dichiarato tifoso rossoblu.
In ambito calcistico dopo aver portato dalle stalle alle stelle e viceversa compagini come Saronno e Como, Preziosi è ora proprietario del Genoa. Al suo attivo ha una condanna di cinque anni nel 2006 per frode sportiva confermata dalla Cassazione nel 2008 in merito alla partita Genoa-Venezia del 2005, nell'aprile 2008 è stato squalificato per cinque anni con proposta di radiazione, come Giraudo e Moggi quindi, per illecito sportivo/amministrativo riferito alle stagioni 2003-2004.
Sempre nel 2008, ma ad ottobre, in riferimento al fallimento del Como calcio ha patteggiato una condanna di 23 mesi (pena indultata) per il reato di bancarotta fraudolenta.
Dunque come Giraudo e Moggi, per citare due nomi conosciuti da tutti, Enrico preziosi dovrebbe stare ben alla larga dal frequentare stadi ed ambienti annessi in quanto è squalificato e pure recidivo.
Ma vivendo nel paese di Pulcinella nessuno di competenza si sente in dovere di far rispettare una qualsivoglia sentenza e quindi ognuno può fare e dire ciò che vuole, siamo o no la patria della casa della libertà dove ognuno fa un po’ quel cazzo che gli pare? Altrimenti che libertà sarebbe?
E quindi ecco il pluricondannato per frode sportiva ed illecito sportivo accusare di slealtà la squadra bianconera per un rigore dubbio che un Kollina boy, quindi scevro da ogni sospetto, ha concesso ai bianconeri. Il fallo c'era e come affermava il doriano Boskov (noblesse oblige, lui lavorava per la parte sana di Genova) rigore c'è quando arbitro fischia.
Certo, spiace che a farne le spese sia la squadra di un presidente che così tanto si è operato e si opera per il wrestling, ma si sa, il destino gramo non guarda in faccia nessuno e spessissimo è proprio irriconoscente.
Perfino il miglior portiere del mondo ha avuto un attimo di umano sbandamento davanti a quelle maglie per le quali trepidava da ragazzino, ma il destino baro così ha voluto.
Ma.... un momento... adesso non verranno mica a dirci che gli arbitri se sbagliano non lo fanno in buona fede, non verranno mica a dirci che dal 2006 non è cambiato nulla, non verranno mica a dirci che la mafia vuole la (ex)Juventus in CL (no, questo lo ha detto un senatore della Repubblica, sigh).
Lasciamo subito da parte sogni di gloria e facili entusiasmi, i tre punti di domenica assicurano quasi certamente la permanenza nella massima serie mentre Amauri dà ragione a matematici e studiosi della legge dei grandi numeri, così come Del Piero, a dispetto della carta d'identità, si conferma il personaggio di maggior classe e trascinatore della banda. Speriamo che passi ancora tempo prima di vederlo seduto in tribuna, magari accanto ad un vero Agnelli, adesso è tempo di wrestling baby.
Alberto Rossetto, da sempre e per sempre juventino, non rappresentato dall'attuale proprietà.
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