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Scritto da Roberto Urbani   
mercoledì 07 aprile 2010


Il Giornalismo (con la g maiuscola) e 2 domande

Facile scrivere su un sito di tifosi dichiarati. È come entrare al locale di una vita e, con un cenno di intesa, ordinare il solito bicchiere. Si legge di un mondo contro la Juve, di complotti sapientemente dissimulati, dell’Italia che “non è un paese normale” e via dicendo. Bello, a volte legittimo, però non è male alzarsi a fare un giro per sgranchirsi le gambe e leggere quello che i giornalisti di quotidiani a tiratura nazionale hanno scritto su Calciopoli 2.0. Christian Rocca, ad esempio, equipara le intercettazioni di Moratti a quelle dei dirigenti delle squadre avversarie. Quindi se sono valse la B per la Juve, per l’Inter ci dovrà pur essere qualche ripercussione. Le intercettazioni di Moratti non valgono niente? Allora non valgono niente quelle di Moggi, ridateci i due scudetti e un biglietto di scuse. Poi c’è Severgnini; dice che se le conversazioni del 2006 erano una bomba, quelle del presidente nerazzurro invece sono un piccolo petardo. Per l’autore di “Interismi” poche chiacchiere, Moratti era un chierichetto timorato di Dio rispetto al mostro Moggi. Non è lo stesso per Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della sera che, da juventino, non può ignorare il “doppio standard” riservato in sede di giustizia sportiva ai bianconeri. Che a scrivere questo sia, non un outsider, ma un giornalista della maggiore testata nazionale qualcosa vorrà dire. Poi c’è Piero Ostellino. L’ex- direttore del giornale di Via Solferino di cui è ora editorialista, ha denunciato l’incapacità dei giornalisti di capire Calciopoli perché soggiogati da un sentimento popolare da Bar Sport. Sconcerti è invece più cauto, dice che la Juve è stata condannata non solo per i contatti con i designatori, ma perché, attraverso questi, si presumeva un’influenza sulle partite. Nessuna equiparazione allora, le telefonate di Moratti provano un malcostume diffuso che Moggi però sfruttava in maniera sistematica e collaudata. Sconcerti usa come scudo l’incomprensibile sentenza sportiva di “illecito strutturale” che parla di alterazione del torneo senza saper indicare le partite contraffatte (un equilibrismo niente male). Infine, con furbizia, si aggrappa al nervo scoperto della juventinità, ricordando che la società ha patteggiato per la serie B, licenziato i dirigenti indagati ed evitato il ricorso al Tar : un po’ come dire, se gli juventini vogliono fare la guerra devono guardare prima in casa propria. Dal sito della Gazzetta, Ruggiero Palombo parla di buchi dell’inchiesta di Auricchio, definendo l’esclusione delle intercettazioni di Moratti e Facchetti come un boomerang per l’impianto accusatorio, ma questo – aggiunge il giornalista della rosea - non fa altro che evidenziare quanto sia discutibile l’assegnazione del tricolore all’Inter. Lo scudetto 2005-06 che, vinto dalla Juventus di Capello con 91 punti, non è stato oggetto di indagine. È di qualche giorno fa  invece la notizia che Vieri ha chiesto la revoca del titolo alla Figc. Come mai? L’ex-bomber ha il dente avvelenato perché dice (c’è un processo a riguardo) di essere stato pedinato e spiato per conto della dirigenza nerazzurra. Da aggiungere, il punto di vista dello scomparso Enzo Biagi che ravvisò in Calciopoli un tentativo di sottrarre all’attenzione nazionale il processo Telecom. Le posizioni qui riportate sono di firme appartenenti al giornalismo di primo rango, non tifosi con le sciarpe al collo, non emeriti sconosciuti che voglio far carriera scoprendo complotti o avallando dietrologie. Ora però gli interrogativi autentici bisogna porli e porseli, le nuove intercettazioni non sono piccoli strascichi ma qualcosa da interpretare. Non basta accusare i moggiani, ammesso che ci siano, di voler colpevolizzare tutti col fine di un’amnistia generale, questo lo può dire Severgnini che, da interista, si accontenta comprensibilmente dell’incompletezza di Calciopoli. In ogni caso questo nuovo “scandalo” poco ricostruirà di quel che è stato distrutto, ci scapperà al massimo qualche ammenda. Ogni tifoso si ritaglierà quella porzione di verità che riesce a rendere ancora abitabile il suo mondo sportivo, poi, se il tutto avverrà nei termini della prescrizione, giungeranno le sentenze della giustizia ordinaria (e le conseguenti polemiche).

Qui di seguito almeno due domande che mezza Italia si starà facendo :


1.     Perché le intercettazioni di Moratti e Facchetti sono state accantonate da Auricchio ?
2.     In cosa differiscono le telefonate di Moggi da quelle dei dirigenti delle altre squadre ?

 

                                 Roberto Urbani

 

 
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