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Calciopulitopoli oggi
Oggi 16 aprile 2010
Inter Channel, pardon, il Corriere della Sera si è superato ancora una volta. Bisogna dire che sono davvero bravi, Fabio Monti in particolare. Un gigante. Lui e i suoi colleghi ogni giorno riescono a fare di più, non gli si può stare dietro. Nel giorno in cui da Facchetti jr. a Mazzola ad Altobelli, dopo le dichiarazioni anche di uno dei tre saggi che assegnarono lo scudetto e quelle dei giudici delle sentenze sportive, tutti si accorgono che lo scudetto vinto a tavolino (anzi in segreteria, come dice anche Mourinho) andrebbe restituito per non continuare ancora la farsa, Fabio Monti scrive un articolo incredibile, giustamente spernacchiato dai lettori sul sito del Corriere, pieno di falsità, ammiccamenti e sciarpe nerazzure. Anche il commento di Mario Sconcerti è sulla stessa linea. La linea è l’ultima difesa degli Onesti: le telefonate degli altri sono diverse qualitativamente da quelle di Moggi.
Ho scritto più volte che non è vero e se fosse vero semmai sono più gravi quelle di Facchetti e soprattutto di Meani (Milan). Basta ascoltarle e leggere le carte del processo sportivo, assieme alle ultime rivelazioni.
Sia Monti che Sconcerti continuano a spacciare come prova regina della colpevolezza mafiosa di Moggi il sequestro dell’arbitro Paparesta nello spogliatoio di Reggio Calabria. E’ una balla. Una balla. Quale parte della parola "balla" non capite lì in Via Solferino? Non è mai successo? Nessuno ha mai chiuso nessuno in uno spogliatoio. E’ stato detto, ribadito, provato in tutti i modi possibili e l’altra sera ancora una volta in televisione, su Mediaset, dallo stesso Paparesta.
Moggi ha detto di aver chiuso Paparesta nello spogliatoio a un giornalista del Giornale, Tony Damascelli, e alla moglie, vantandosi di aver fatto una cosa che non ha mai fatto. Non è successo, caro Monti, caro Sconcerti. Quale parte della parola "non" non avete ancora compreso?
E, semmai, anche se fosse successo, ma NON è successo, dimostrerebbe che Moggi non era il capo della cupola visto che l’arbitro Paparesta aveva contribuito a far perdere la Juventus contro la Reggina (peraltro, in teoria, una squadra alleata della cupola) annullando due gol validi alla Juventus, di cui uno all’ultimo minuto.
E, a dirla tutta, se proprio vi eccitate con gli arbitri chiusi a chiave, c’è un caso ben più eclatante, visto in diretta televisiva da milioni di italiani, alla fine di una partita della Juventus. Era Juventus-Inter. E a chiudere l’arbitro, serrando le porte sotto gli occhi delle telecamere Sky, è stato un forsennato giocatore dell’Inter che si chiama Stankovic.
Monti scrive, giustamente, che Moggi è stato condannato per «aver intrattenuto contatti realizzati anche su linee telefoniche riservate e aver partecipato agli incontri, con modalità non pubbliche; condotte contrarie ai principi di lealtà, probità e correttezza e al contempo dirette a procurare un vantaggio alla Juventus».
Vero. Verissimo. Ma dov’è la differenza tra quello che ha fatto Moggi e quello che hanno fatto gli altri, visto che anche gli altri telefonavano, cenavano, grigliavano, si incontravano e spingevano?
L’unica differenza è quella delle "linee telefoniche riservate", di cui però non sappiamo nulla e possiamo solo fare congetture. Ma altri potevano disporre di strutture di investigazione deviate o no e legate alla Telecom. O ve lo siete dimenticati, lì al Corriere. Se ve lo siete dimenticati, chiedete al vostro collega Massimo Mucchetti o magari anche all’ex amministratore delegato Vittorio Colao.
Monti continua:
"Nel caso di Moggi, la condanna comprende anche quanto fatto dopo Reggina-Juve, con il sequestro nello spogliatoio dell’arbitro Paparesta"
e non è vero,
"e tre veri e propri illeciti sportivi, che hanno portato la Juve a rischiare la serie C1".
Quali sarebbero questi "veri e propri illeciti sportivi"?
"Si parla infatti di atti diretti ad alterare lo svolgimento di Juve-Lazio («conosceva in anticipo gli assistenti prima della loro comunicazione ufficiale)",
ah, sì, li conosceva in anticipo? a parte che conoscerli in anticipo non è un illecito sportivo, le telefonate di questi giorni dimostrano che anche gli altri "conoscevano in anticipo" gli assistenti, più in anticipo di Moggi a guardare i tabulati delle telefonate e in alcuni casi non solo li conoscevano in anticipo, ma li suggerivano, li chiedevano e li ottenevano. Quale parte dell’intercettazione Mazzei-Facchetti, caro Monti, non ha capito?
"Juve-Bologna («per essere intervenuto sull’arbitro De Santis in occasione di Fiorentina- Bologna, perché ne uscisse indebolito l’organico del Bologna successivo avversario della Juve »)"
questa è meravigliosa. Intanto non c’è nessuna telefonata tra Moggi e De Santis, poi ricordatevi che De Santis avrebbe aiutato la Juventus di Ibra e Trezeguet togliendo al Bologna i formidabili Petruzzi e Nastase (ma il tennista, ma un suo connazionale) che in quel campionato avevano giocato più o meno un terzo delle partite;
"e Juve-Udinese («per aver dettato la griglia degli arbitri al designatore Paolo Bergamo»)"
Allora. Non c’è stata nessuna dettatura di griglia, a sentire l’intercettazione. Moggi parla con Bergamo e gli dice qual era la sua griglia e Bergamo gli dice che anche la sua era uguale. Fare una griglia è operazione quasi scientifica. Posto che la partita in questione si di prima fascia, come quasi tutte quelle della Juventus, in griglia ci vanno gli internazionali, meno quelli residenti nella provincia di una delle due squadre e meno quelli che hanno arbitrato un tot numero di volte una delle due squadre. Non c’è nessun illecito sportivo nell’indovinare la griglia. Quindi, nessuna dettatura. Niente di particolarmente grave, se non il solito malcostume italico. E, infine, dalle telefonate di questa seconda tornata si scopre che anche gli altri parlavano apertamente di griglia, a prescindere da chi abbia detto prima il nome "Collina". Senza dimenticare la telefonata Mazzei-Facchetti, quella in cui il presidente dell’Inter chiede esplicitamente di mettere "il numero 1", cioè Collina, non solo nella griglia, che è ovvio, ma direttamente ad arbitrare la partita, suggerendo di non fare il sorteggio in questo caso. A proposito di illeciti sportivi.
C. Rocca / Camillo
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