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Scritto da Riccardo Gambelli   
martedì 23 novembre 2010

QUANDO I TIFOSI FANNO OH!


Una famosa canzone di Povia s’intitola “Quando i bambini fanno oh!”.

Un bel motivo dedicato ai bambini che per la prima volta scoprono le meraviglie del mondo che li circondano. Ecco che si ritrovano a spalancare gli occhi, osservando a lungo le novità che si sono trovati di fronte, prima di emettere un dolce suono: “oh!”.

Mi capita spesso di entrare nei bar o in luoghi frequentati da tifosi di tutte le squadre possibili ed immaginabili, rimanendo in religioso silenzio, concentrato ed attento nell’ascoltare le loro conversazioni, che possono svariare dal grande gesto tecnico dei loro eroi, al rigore non dato, al fuorigioco che non c’era, fino alle grandi parate di tizio e di caio. E’ proprio vero che in Italia ci sono almeno trenta milioni di allenatori e queste discussioni da bar ne sono la prova.

Esiste, però, un argomento che non mi fa divertire, anzi, per essere sincero, mi mette il malumore addosso: quello delle intercettazioni. Un argomento che mi ha, purtroppo, toccato da vicino e che proprio non riesce a farmi sorridere.

Arrivo al punto: non riesco a capire se questi signori tifosi rimangono veramente meravigliati nello scoprire che anche Facchetti e tanti altri addetti ai lavori usavano il telefono oppure fingono di rimanere sorpresi, cercando di conservare per la loro squadra un’immagine di purezza, che per sempre la differenzierà dalla Juventus.

Cari tifosi, v’invito una volta per tutte di smettere di recitare ed accettare la verità, anche se amara: vi piaccia o non vi piaccia anche Facchetti chiamava gli arbitri, addirittura con due telefoni, è stato scritto ultimamente.

Sinceramente, non vedo cosa ci sia da stupirsi: era lecito parlare con i designatori e, di conseguenza, anche il sig. Facchetti cercava di lavorare bene per la sua amata Inter, cercando gli arbitri migliori, in grado di tenere a bada, senza condizionamenti, il big match della domenica. Lavorava come tutti gli altri dirigenti del calcio, lavorava esattamente come Moggi.

Inviterei, inoltre, questi tifosi ad ascoltare bene le telefonate di Facchetti, molto più compromettenti di quelle del dirigente bianconero, con grigliate assolutamente più condite e pepate.

Forse qualcuno si è dimenticato che già nel 2006 uscì un’intercettazione del dirigente interista con Pairetto (che i media nazionali fecero immediatamente sparire) che dal tono amichevole tra i due ci faceva capire immediatamente che quella non fosse l’unica telefonata intercorsa tra loro. Ma tutti dimenticarono in fretta.

Stiamo, comunque, parlando di sport e di uomini di calcio che stavano solo lavorando al meglio per loro squadre, e per i loro giocatori, che di solito sferrano calci ad un pallone su un prato verde accecante.

Così come cercano di fare i manager di tutte le aziende mondiali, in tutti i settori.

Mi vengono in mente quelli delle industrie farmaceutiche che vanno a cercare i grandi luminari mondiali per le sperimentazioni di un farmaco in fase tre, prima che venga immesso nel mercato internazionale. Ogni azienda cerca di portare dalla loro parte i migliori specialisti del settore per una valida sperimentazione su migliaia di pazienti.

Nel mondo del calcio ogni dirigente voleva gli arbitri più bravi ed imparziali per vedere tutelate le loro squadre nel migliore dei modi.

Quindi, concludendo, se Moggi è colpevole, sono tutti colpevoli, se Moggi è innocente, sono tutti innocenti.

E visto che la colpevolezza sportiva della Juve e di Moggi è già stata appurata, adesso per condannare l’Inter non sono necessarie 170.000 telefonate, ne bastano tre.

Cari tifosi interisti, vi piaccia o non vi piaccia, la nuova realtà calcistica parla dell’avvento di un signore che ama tanto la Juventus e che è sicuro che la Juve ha vinto 29 scudetti sul campo. Questa persona si chiama Andrea Agnelli, ed è finalmente scesa in campo cercando di cancellare quattro anni di umiliazioni subite da tutti i tifosi bianconeri.

Il Presidente  si è presentato in FIGC per ricordare ad Abete che esistono degli interessanti scambi di idee, avvenuti via cavo, tra Facchetti e alcuni tesserati AIA. E’ stata chiesta giustizia: ovvero la revoca dello “scudetto di cartone”. Andrea Agnelli è andato oltre, affermando che la Juve sarà tutelata in ogni sede. Musica per le orecchie dei tifosi bianconeri, dolce ed emozionante come una melodia di Ennio Morricone.

Cari tifosi interisti, vi piaccia o non vi piaccia anche Facchetti e Moratti telefonavano, e, per favore, smettete di fare “oh!!”


                                                                Riccardo Gambelli

 

 

 
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