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| Scritto da Sandro Crocioni | |
| lunedì 11 aprile 2011 | |
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Non sempre (quasi mai), essere integralisti paga, vero mister?
Ieri, per esempio era assurdo continuare a giocare con Matri solo soletto in avanti, soprattutto dopo lo zero ad uno iniziale. Che senso ha giocare in casa con una punta e soprattutto contro una squadra venuta a Torino per non prenderle? Che senso ha tenere Toni in panchina e mettere decine di palloni alti in mezzo? Ed infine, che senso ha togliere Pepe (il migliore in campo a mio avviso), e inserire un lento Martinez che non ha combinato nulla per i restanti quindici minuti? Il tutto per dire che dal prossimo anno bisognerà avere un tecnico pronto ad ogni evenienza e che soprattutto sappia sfruttare il potenziale della squadra. Detto questo, veniamo al match che ci ha visto vincere e rientrare (forse) per la corsa all’ultimo posto disponibile per la C.L.. Dopo un angolo del Genoa con Mesto che spedisce di testa alto (4°), Bonucci devia involontariamente in rete un tiro non irresistibile di Antonelli per il vantaggio degli uomini di Ballardini. Non c’è una reazione veemente da parte bianconera, se non qualche azione isolata ed individuale di Pepe o Krasic. Appare subito solo Matri e soprattutto sterile la manovra dei padroni di casa. Anzi è il Genoa a farsi pericoloso al 12° con un’incursione del solito Antonelli. Bisogna aspettare infatti il 19° per vedere il primo tiro in porta:Felipe Melo calcia un bolide da 20 metri, ma Eduardo blocca con sicurezza. E’ solo Pepe che incarna lo spirito di rimonta, ingaggiando numerosi duelli con Rossi sulla destra;alcuni spunti sono vincenti, altri sono bloccati con le buone o con le cattive, anche da Konko che spesso raddoppia sulla nostra ala. Che al 23° calcia anche una punizione, ma l’estremo ospite para con facilità. Al 38° l’occasione del pari è nella testa di Bonucci che impegna Eduardo in una prodezza salva risultato! Mentre al 42° è ancora Pepe che stavolta di testa anticipa il suo avversario ma la palla lambisce il palo alla destra del portiere portoghese. Il secondo tempo è caratterizzato subito dalla reazione juventina che si produce prima con un tiro del solito Pepe al 1° con parata del portiere, mentre al 50° su cross di Aquilani il nostro tornante gira di testa un pallone che sbatte involontariamente nella spalla di Rossi per il meritato pareggio. Juve 1 Genoa 1. Ma è un’altra Juve, che al 52° sfiora la rete del sorpasso, quando dopo uno scambio con Matri, Krasic tira quasi a botta sicura, il pallone non è proprio angolatissimo e finisce per rendere protagonista ancora una volta Eduardo che ricaccia in gola l’urlo ai ventimila dell’Olimpico- Ma come spesso è accaduto in questa stagione (e nella passata), nella prima avvisaglia avversaria, la Juve è sempre punita. Contropiede iniziato da Floro Flores che poi , ricevuta la palla dal compagno, spedisce in rete alla sinistra dell’incolpevole Storari. Juve 1 Genoa 2 al 57°. Proteste bianconere su di una punizione dal limite di Pepe con ribattuta con il gomito da parte di Konko, non ritenuta da rigore dal giovane arbitro Guida. Finalmente al 62° ecco i cambi per la Juve: Toni e Sorensen per Felipe Melo e Motta (ancora una volta in difficoltà). Ed è quasi automatico il pari: palla di Pepe per Toni che fa gioco di sponda per Matri che prima si aggiusta la palla con il sinistro, mentre con il destro esplode un tiro angolato per il giusto pareggio. Al 63° Juve 2 Genoa 2. E non è finita. Entra Palacio per uno spento Paloschi, mentre Toni di testa sfiora il vantaggio, è il 72°. Nei tre minuti successivi sono prima Palacio a sfiorare la rete girando a lato un pallone che avrebbe fatto secco Storari, mentre è ancora Eduardo il gran protagonista a ribattere di piede il tiro dello scatenato Pepe. La palla beffardamente gira troppo e finisce per l’ennesima volta in angolo. Al 74° ecco il cambio che fa imbufalire tutti i tifosi bianconeri: entra Martinez per un Pepe che ancora avrebbe dato molto alla causa. Cosa non fatta dall’uruguagio nei restanti quindici minuti. Per fortuna ci pensa Toni che, sfruttando una verticalizzazione di Aquilani (fortuita?), prima si Beve Dainelli e poi esegue un pallonetto perfetto sull’uscita del bravo portiere genoano. Juve 3 Genoa2. All’ 89° il Genoa sfiora il pari con una girata al volo di Floro Flores, mentre nel recupero Toni si mangia la rete calciando a lato su assist di Matri. Mentre qualche minuto prima era stato lo stesso Matri a tirare alto su di una smanacciata infelice del portiere genoano. La Juve così si avvia a vincere la partita legittimando il risultato che poteva essere ancora più rotondo se non avesse incontrato un Eduardo mai visto così in palla nel resto della stagione. Una vittoria meritata, importante ma che lascia strascichi (consueti) sulla gestione tattica da parte del tecnico di Aquilea. Marotta in tribuna, se ne sarà reso conto. Mentre qualche centinaio di Kilometri più a nord di Torino, Van Gaal veniva sbolognato dalla dirigenza bavarese. Un presagio futuro?
Sandro Crocioni
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Si era fossilizzato nei mesi scorsi con questa formula, l’aveva riposta nel dimenticatoio domenica sera a Roma, ma era ricaduto nell’errore di ripetersi, senza tenere conto di avversario e fattore campo proprio nella gara all’ora di pranzo.
