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Scritto da Alberto Rossetto
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martedì 03 maggio 2011 |
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Nicola Negro
La Juventus del Dottore - dalla prima stella alla Juve della Triade
SBC Edizioni € 15,00
Un'altro atto di amore verso i colori bianconeri va ad aggiungersi nello scaffale dei libri dedicati alla Juventus. Questa volta è il padovano Nicola Negro a mandare in stampa un originalissimo tributo a quello che fu il "presidente ragazzino", ovvero quell'Umberto Agnelli coetaneo di molti calciatori bianconeri assunse la presidenza societaria nel 1957 e da lì fino al 1961 sotto la sua guida la squadra vinse tre scudetti e due Coppe Italia.
Umberto Agnelli ereditò il timone juventino all'indomani della parentesi dei "puppanti", nella quale la squadra si salvò a stento dalla retrocessione, con il suo entusiasmo ridette slancio a tutto l'ambiente ed acquistò subito (grazie alle intercessioni di Cesarini e Peronace) Sivori e Charles che, insieme a capitan Boniperti, andarono a formare un trio leggendario.
Nelle pagine del libro si può rivivere l'esaltante cavalcata che condusse allo scudetto che valse la prima stella (e le stagioni seguenti), e grazie ad alcune confidenze fatte all'autore da Umberto Colombo e Giorgio Stivanello (rispettivamente mediano e ala dell'epoca) si entra direttamente nello spogliatoio e nei ritiri juventini per capire che la nascente "dolce vita" non era soltanto una felice intuizione felliniana......
Alcuni lustri dopo andrà in onda la stessa scena, quando il Dottore succederà all'Avvocato alla massima carica in Juventus. Non più i fidi Giordanetti e Zambelli (per limiti di età), ma quella Triade fortissimamente voluta proprio da Umberto: arriveranno altri successi che soltanto l'invenzione di farsopoli poteva interrompere.
In ultimo Negro sottolinea le analogie con quanto sta accadendo sotto la presidenza di Andrea Agnelli, anch'egli presidente ragazzino e figlio proprio di Umberto.
Facciamo nostro l'augurio dell'autore affinché Andrea possa percorrere le orme del padre, anche se prima non c'era da fare i conti con l'azionista Exor, al quale della Juve non importa assolutamente nulla: Andrea dovrà essere più forte anche di lui.
Alberto Rossetto
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