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Scritto da Rhodry_van_fanel   
lunedì 12 settembre 2011


Il Pagellone di Juve - Parma

Buffon 6: Partita da spettatore non pagante la sua. Non può niente sul rigore ben piazzato da Giovinco eppure la tentazione di togliergli mezzo voto è forte per quella mezza papera su un traversone dello stesso Giovinco. Vero è che si dimostra reattivo nell'andare sul pallone ma è stato più fortunato che bravo per il fatto che l'avversario più vicino non si aspettava tanta grazia e ci ha messo un po' per rendersi conto di cosa stesse accadendo dando al portierone la possibilità di rimediare. Da troppo tempo non da più la sicurezza (specialmente sulle palle alte) che invece si avverte quando c'è Storari in campo. Deve dare di più non ci sono storie.

Lichsteiner 7: mezzo punto in più strameritato per la freddezza e la puntualità (da vero "svizzero") con cui chiude la magistrale imbeccata di Pirlo. A fine gara dimostra anche una certa autoironia, lui che non è certo avvezzo al tabellino marcatori, dicendo che "con un assist così perfino uno come me non poteva non metterla dentro". Il Parma non si è dimostrato certo un test probante per la tenuta difensiva ma lui ha confermato le buone impressioni date sin dalle prime uscite di Bardonecchia.

Chiellini 6,5: la rivoluzione copernicana voluta da Conte (e di certo apprezzata da Prandelli) gli vieta le proiezioni ardite e i lanci alla viva il parroco in favore del giropalla stretto. Il Chiello ne trae gran giovamento (e in generale tutti i tifosi ringraziano) riducendo di molto la percentuale di errori in fase di appoggio anche grazie al nuovo punto di riferimento che si chiama Pirlo.

Barzagli 6,5: il progetto di rafforzamento della rosa non è ancora finito e di certo se a gennaio sarà possibile andrà preso un centrale di alto livello che garantisca esperienza e soprattutto la giusta leadership per una difesa da troppo tempo alla ricerca di un Montero che sappia guidarla con piglio e grinta. Nel frattempo però resta ingiustificato il catastrofismo con cui molti dei tifosi più frettolosi avevano accolto il mancato acquisto di un centrale nel finale del mercato estivo. Sin dal suo arrivo Barzagli ha dimostrato di saper dare alla difesa quella esperienza che mancava. Certo per pensare in grande lui non basta ma intanto è un bel ripiego.

De Ceglie 6: A differenza di Buffon a lui vien voglia di dare mezzo punto in più. Il ragazzo è giovane, l'intervento goffo e inutile con cui stende Giovinco è figlio della mancanza di "malizia". Anche lui come i suoi compagni di reparto non è stato sollecitato troppo ma rispetto a qualche anno fa è evidente un grosso miglioramento nella fase difensiva e già il fatto che ci dispiaccia che debba restare fuori nella trasferta di Siena per l'inevitabile squalifica ci fa capire quanto sia cresciuto.

Marchisio 7,5: Qui non ci sono solo tentazioni di alzare il voto. Una gara di per sé già molto positiva (ci spiace per Aquilani ma Marchisio è un centrale e ora che Conte lo ha rimesso nel suo ruolo è anche tornato ai suoi veri livelli di rendimento) viene impreziosita da un gol di caratura tecnica strepitosa che gli vale al 100% il mezzo voto in più.

Pirlo 8: Alzi la mano chi ha più visto un centrocampista di queste qualità alla Juventus dall'addio di Zinedine Zidane. Mettere l'accento sui suoi assist è quasi una "diminutio", un voler ridurre una montagna a due soli sassolini per quanto si tratti di 2 diamanti purissimi. Spero che presto i giornalisti la smettano di stressarlo con le domande sul perché lo hanno lasciato andar via dal Milan e se qualcuno a Milanello non si sia pentito di quella scelta. La verità è che una storia bellissima era giunta alla sua fine naturale e Pirlo ha scelto con la testa la squadra che ha dimostrato di credere di più in lui mettendolo al centro di un ambizioso progetto in cui lui evidentemente ha creduto. Non sarà sempre così facile, fare la regia senza quasi nessun pressing, ma gli scettici non solo sono già stati tutti zittiti ma sono già corsi sul carro del vincitore come sempre avviene in Italia.

Pepe 7: Sono davvero felice per la standing ovation che lo Juventus Stadium gli riserva al momento della sostituzione. Oggi qualcuno si sveglia e dice "sembra di rivedere Di Livio", io dico che in troppi hanno avuto le fette di prosciutto sugli occhi l'anno scorso e hanno sottovalutato quanto ha inciso sul suo rendimento essere sballottato ovunque per il campo, a sinistra e a destra, davanti e dietro, a seconda delle esigenze dell'allenatore. Lui non si è mai lamentato e non si è mai tirato indietro e quasi sempre si è meritato la sua sufficienza. Conte che sa apprezzare certe qualità ha subito posto il vesto sulle avance russe di Spalletti. Certo il piede sui cross non è quello di Pirlo ma sarebbe stato bello che qualcuno dei suoi compagni si fosse ricordato di piazzarsi sul secondo palo ogni tanto invece di stare sempre in mezzo.

Giaccherini 6: Voto di incoraggiamento. Le gambe gli tremano come al primo appuntamento con la fidanzatina e certo la Juve è una Signora che mette in soggezione chiunque per ora ci basti sapere che è stato soprattutto Conte a volerlo visto che lo conosce bene e sa quanto può essere utile alla causa.

Del Piero 6,5: Nel primo tempo lo si vede poco e anche nel secondo non fornisce grande apporto personale in zona gol ma la classe è cristallina come sempre, i suoi 2 assist non hanno nulla da invidiare a quelli di Pirlo. L'età forse non gli consente più di essere il goleador dei tempi andati ma il suo ruolo in questa squadra non è certo quello di totem di un glorioso passato, lui è un calciatore di primissima categoria che merita ampiamente il suo status.

Matri 6,5: Il suo voto è una media fra il pessimo apporto alla costruzione del gioco con un sacco di appoggi sbagliati e qualche azione sciupata per eccessivo egoismo e il "pesante" bilancio in zona gol. Un rigore netto procurato e un gol regolarissimo ingiustamente annullato da una terna arbitrale miope nonché un palo in cui è corretto dire che la percentuale di sfortuna è molto ma molto maggiore dell'errore umano sono un bilancio (in nemmeno 90 minuti) che certifica ancora una volta le suo doti purissime di prima punta.

Vidal 7: Troppo facile pronosticare per il cileno un futuro da idolo della tifoseria, ha tutte le qualità che fanno amare un giocatore dalla gente: un carattere indomito, una corsa assatanata, una spiccata attitudine per il gol e un bel sorriso stampato in faccia che lo fa sembrare tanto "uno di noi" e non la solita primadonna che se la tira. Spero solo sia chiaro che anche ieri ha dimostrato di essere un centrale, la sua nomea di giocatore duttile in grado di ricoprire più ruoli non deve essere un handicap che gli rallenti l'ambientamento e la consacrazione. Conte ha dimostrato di credere in lui ridisegnandoli intorno un 4-3-3 e perdonandogli una certa anarchia tattica che ad altri varrebbe la crocifissione a Vinovo. La concorrenza con Marchisio va letta come un valore aggiunto e non come un problema se veramente la Juve vuole tornare a una dimensione "europea" di grandezza.

Krasic 6: Fermo fino a 48 ore dalla gara ha subito la dura legge di Conte, quella secondo cui a decidere chi scende in campo è il campo stesso, ovvero gioca chi si allena meglio. Qualche buontempone ha già azzardato che per Conte il serbo costituisca un problema, forse sono gli stessi esperti di calcio che sostenevano la tesi secondo cui Pirlo non c'entrava nulla con gli schemi di Conte.

Vucinic 6,5: Ho sentito dire in giro che ieri è sembrato svogliato, forse per non essere partito titolare. Per lui vale il discorso fatto per Krasic (e per estensione anche per i vari Elia, Estigarribia e Vidal stesso), si è allenato poco per un guaio fisico rimediato in nazionale e quando è entrato la gara correva su binari sicuri senza bisogno di strafare. Ad ogni modo in almeno 2 gol c'è il suo apporto.

Conte 7,5: la sua Juve è ancora un pulcino con la "ali bagnate" e infatti il gioco sulle fasce ancora non fluisce come lui vorrebbe ma ci sono enormi margini di miglioramento in tal senso se si pensa che in panchina c'erano Elia ed Estigarribia che in pratica non hanno quasi nessun allenamento con la squadra alle spalle e anche Krasic frenato da un problema fisico e dal quale comunque il tecnico si aspetta molto di più. Eppure nonostante tale limite non indifferente la sua Juve si intravede già in maniera netta. C'è il pressing alto, il giropalla in difesa col divieto categorico di buttare via il pallone. Ha dimostrato di non essere un tecnico col paraocchi aprendo al 4-3-3 quando ha inserito Vidal (finalmente un tecnico che non se la fa addosso all'idea di usare tutte le sostituzioni a sua disposizione) e soprattutto ha chiarito di non essere da ricovero psichiatrico dando in mano a Pirlo le chiavi del centrocampo (altro che problema...). La gente lo ama e non si fa fatica a capire il perchè. Lui ai suoi chiede tutto ma in cambio da anche tutto se stesso, a fine gara il metro di paragone per capire se i giocatori hanno dato tutto quanto potevano in campo è guardare se le magliette di gioco sono più o meno sudate del completo da allenatore del mister che a bordo campo spinge i suoi per 90 minuti con la stessa furia agonistica di quando era lui a calcare il terreno di gioco. A fine partita manda tutti i giocatori a ringraziare sotto le curve, lui si tiene più indietro, in disparte in ossequio al suo ruolo di tecnico, ma con la mano che va a battere sul suo cuore bianconero.


                                                        Carlo Invernizzi






 
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