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Scritto da Alberto Rossetto   
lunedì 23 aprile 2012


JUVENTUS - ROMETTA  4-0
QUATTRO PAPPINE, TUTTI ZITTI E A CASA

ConteA circa dieci minuti dal termine della partita lo Stadium presentava larghi vuoti, lasciati liberi da numerosi spettatori che, annoiati, avevano abbandonato gli spalti anzitempo. In verità avrebbero potuto farlo dopo un quarto d'ora, visto la gara è durata appena otto minuti.
Al primo affondo in area capitolina, quattro minuti dopo il fischio d'inizio, Vidal porta in vantaggio i bianconeri ed il cileno si ripete all'ottavo, al secondo ingresso in area juventino.
Da qui in avanti i bianconeri pensano giustamente al Cesena ed a salvare le gambe, gigioneggiando contro i lupetti romani. Alla mezzora Vucinic inventa (finalmente) un pallone per Marchisio che viene steso da Stekelenburg; in assenza del pupone (relegato in panchina), questa volta tocca la portiere olandese essere cacciato dal campo.
Pirlo fa fare bella figura al neoentrato Curci, salvo ribattere in rete in seconda battuta.
Quando non serve i fischietti italici sono sempre pronti a darci un rigore, seppur sacrosanto.
Ancora qualche estemporaneo tentativo di arrotondare il risultato in attesa di qualche segnale di rossovita da parte romanista, fino a quando Marchisio conclude nel migliore dei modi una azione spettacolare; così tutto il centrocampo è andato a segno in una volta sola, perché se stiamo ad aspettare gli attaccanti.....
L'avversario è talmente annichilito che mister Conte decide di schierare addirittura il bel Borriello. L'ex fidanzato di Belen (unica cosa che nella sua vita ha fatto invidiare qualcuno) seccato per il fatto di dover far tardi in discoteca a causa di una doccia non preventivata, non toccherà palla: lo stesso risultato lo ottiene quando entra in campo super motivato ( a suo dire ).
Neanche l'acclamato ingresso del Capitano riuscirà più a rivitalizzare una partita che stancamente si trascina fino al novantesimo, dopo il quale la squadra viene giustamente e sonoramente applaudita dai presenti e davvero valeva la pena superare la noia e resistere fino alla fine per osannare una squadra che sta andando al di là di ogni più rosea aspettativa.
Bando alle ciance il tempo dei festeggiamenti è già finito perché bisogna a due trasferte che possono sembrare due scampagnate e che invece sono infidissime. Cesena e Novara venderanno cara la pelle e nel campionato italiano le sorprese sono sempre dietro l'angolo se non si affronta l'avversario con la giusta concentrazione e la giusta rabbia. Ne sanno qualcosa i protetti di zio Fester che, guarda caso, senza rigori non riescono a vincere.

Alberto Rossetto, da sempre e per sempre juventino.

 

 

 
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