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| Scritto da Beniamina Callipari | |
| lunedì 07 maggio 2012 | |
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E’ lo scudetto numero 30, non uno di meno, perché i campionati si vincono esclusivamente sul campo, e ce lo coccoliamo tutto questo bel tricolore che sa di rivincita, con le lacrime agli occhi di chi ha saputo attendere, di chi è caduto e si è rialzato, di chi ha sperato in silenzio, di chi ci ha sempre creduto dal primo all’ultimo turno di questo campionato, di chi quando ha sentito pronunciare il nome di Antonio Conte come possibile allenatore della Juventus, ha già sentito forte nell’aria il profumo della vittoria, sapendo bene quanto questo ragazzo salentino, il nostro Capitano di tante battaglie, avesse la voglia di vincere ben incorporata nel suo Dna…
Questo titolo è soprattutto suo, perché ci ha creduto dal primo all’ultimo istante, ha portato avanti con coraggio e determinazione le sue scelte, ha rinvigorito e ridato stimoli a giocatori che sembravano aver perso la bussola, ha esaltato le qualità di talenti che faticavano ad esplodere, ha dato Ancora fatico a crederci, ma è una splendida realtà, siamo Campioni d’Italia per la trentesima volta e la mia fierezza e il mio orgoglio di tifare per questa squadra vanno alle stelle… E’ così che mi viene spontaneo pensare a quella bambina che iniziò a sostenere la Juve tanto tempo fa, quella stessa che andava a fare i cortei col suo papà a soli due anni, ancora inconsapevole di quante soddisfazioni la scelta di essere juventina le avrebbe dato, quella che a 18 anni volle a tutti costi la torta a forma di maglia bianconera, quella che sfidò l’Olimpico e la curva sud bardata di sciarpe e t-shirt juventine, quella stessa che con la follia dei suoi 32 anni suonati stamattina è uscita a comprare il giornale a Firenze con la sua maglietta bianconera addosso con la voglia di fare a tutti “ciao ciao” con la manina!
Dunque non posso fare a meno di ringraziare per primo il mio papà che se non mi avesse trasmesso questa fede così forte, così vera, così viscerale, ora non sarei qui a festeggiare e non lo sarei stata in tutti gli anni dei precedenti trionfi da me vissuti, e soprattutto non sarei quella che sono, con la mia sana pazzia di dimostrare la mia juventinità in ogni ambito e in ogni luogo, e la mia fierezza di essere, da tifosa, parte integrante di E i miei grazie vanno ovviamente ad ogni singolo componente di questa immensa compagine che della forza e della coesione del gruppo ha fatto la sua arma vincente, basti vedere che hanno segnato davvero tutti, portieri esclusi, per farci capire la straordinarietà di questa squadra e la dimostrazione che a volte non è necessario avere un unico top player per andare avanti, ma ogni individualità, messa insieme, può fare la differenza!!! Grazie ai mastini della difesa, tra l’altro la migliore del torneo, su tutti l’indiscutibile bandiera Buffon, il roccioso Chiellini, il muro di Berlino-Barzagli, e perché no anche il giovane Bonucci, nonostante alcune incertezze di troppo, puntualmente recuperate con gol-pesanti…. Grazie al motorino svizzero Lichtsteiner, a Caceres, che ogni qual volta sia stato chiamato in causa ha saputo ripagare la fiducia anche con reti decisive, a Paolino De Ceglie, la cui crescita è stata evidente; grazie alla nostra cabina di regia guidata sapientemente dal metronomo Andrea Pirlo, sempre impeccabile, e dal principino Marchisio, nella stagione della consacrazione, grazie a re Artù Vidal, la vera rivelazione, con la sua grinta e i suoi siluri infilati in rete. Grazie a Simone Pepe, per la sua splendida rovesciata alla Lazio e per altro ancora, grazie alla “pulce di Talla” Giaccherini, la vera scommessa di Conte, l’umile soldatino, approdato dalla gavetta al trono d’Italia, grazie a Mirko Vucinic che in un’alternanza di luci e ombre ha saputo comunque illuminarci nei momenti-chiave, a Mitra-Matri che nella prima parte della stagione ha fatto la differenza, a Fabio Quagliarella, sempre pronto agli ordini di mister Conte, e perché no anche a Marco Borriello, il cui taglio di capelli rimane sempre discutibile, ma che ben stimolato da Capitan Antonio ha saputo ritrovare il gol proprio quando serviva…
E l’ultimo grazie, ma non in ordine di importanza, va a lui, alla nostra storia, alla Juventus in persona, Alessandro Del Piero, grazie alla sua paziente Come nella migliore delle sceneggiature di un film, la parola fine alla corsa scudetto l’ha messa involontariamente l’Inter, forse per un disegno divino, quasi a doverci restituire quanto in gran parte anche loro ci hanno tolto, ma l’inizio di questa fantastica pellicola e tutto l’intero svolgimento delle scene successive, siamo stati solo noi a girarlo e allora riguardiamoci ancora una volta questo colossal e godiamoci istante per istante, ma non fermiamoci qui e iniziamo subito a scriverne il sequel…e intanto Allegri non canta più!!! Infine come sempre Forza Juventus, più che mai orgogliosa di essere con te Campione d’Italia 2011-2012…
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Dall’inferno al paradiso solo andata, è il biglietto che hanno strappato ieri sera Antonio Conte e la Juventus a Trieste, per una destinazione che aspettavamo da tanto, troppo tempo, per una gioia strozzata in gola da 6 anni, tra fango e ingiustizie d’ogni sorta, tra serie B e settimi posti raggiunti a stento, tra i tentativi vani di chi con difficoltà stava lottando per ritornare grande e per riprendersi prima di tutto la dignità oltre che la competitività, strappate bruscamente dalle assurde sentenze di tribunali pilotati ad hoc.
compattezza ad un gruppo di vecchi e nuovi elementi, si è appoggiato all’esperienza di campioni blasonati, ergendoli a vice-allenatori, ha restituito a tutti noi la gioia di tifare Juve, semmai se ne fosse andata via, oltre al piacere di vederle giocare un calcio-champagne che unitamente ai risultati ci ha portato lassù, più in alto di tutti, da imbattuti, fino alla conquista della terza stella!!!
questa meravigliosa squadra…
attesa in panchina, alla sua umiltà di non chiedere niente di più, alla sua capacità di entrare in campo e dare sempre il meglio, di realizzare gol fondamentali nonostante pochi scampoli di partita giocati, di regalarci sempre e solo perle di classe e di farci asciugare gli occhi ieri sera per delle lacrime che mentre osservavano il suo volto fiero, ma triste, erano intrise di gioia e di tristezza allo stesso tempo, e di amara consapevolezza che questi saranno quasi certamente i suoi ultimi 13 giorni in casa bianconera…
