| Campionato 1972-73 - Roma- Juventus 1-2 |
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| Scritto da Alberto Rossetto | |
| martedì 28 marzo 2006 | |
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Per l'odierna puntata della rubrica andiamo a pescare a piene nella... presitoria del campionato, inoltrandoci addirittura agli inizi degli anni Settanta. Ci occupiamo nella fattispecie dell'ultima giornata del torneo iniziato a fine settembre del 1972 e che il 20 maggio dell'anno successivo celebrava l'ultimo atto; alla vigilia la classifica si presentava nel seguente modo: Milan 44, Juventus 43, Lazio 42. I rossoneri in settimana avevano vinto la Coppa delle Coppe a Salonicco contro il Leeds e si apprestavano ad una facile trasferta in quel di Verona contro una squadra che non aveva più nulla da chiedere alla classifica ed euforici per il successo appena conseguito, la Lazio si recava a Napoli e la Juve era di scena all'Olimpico contro i giallorossi. A quel tempo l'unico modo per sapere i risultati era sintonizzarsi sulle frequenze di "Tutto il calcio minuto per minuto" che iniziava il collegamento al termine dei primi tempi. In studio imperava il mitico Roberto Bortoluzzi che dettava tempi e regole, il campo principale era appannaggio di Enrico Ameri, quindi Sandro Ciotti, Provenzali, Ferretti, e via via tutti gli altri radiocronisti fino a Luzzi che curava la serie cadetta. Questa premessa è d'obbligo perché il primo colpo al cuore della giornata arrivò nel momento in cui Ameri diede il risultato di Verona; con un vero colpo di teatro pronunciò, testuali parole, "Milan 1, Verona 3!". Capito il marpione? Prima il punteggio degli ospiti, poi una piccola pausa e quindi, bum! Verona 3. Linea a Ciotti: "Roma 1 Juventus 0", mentre Napoli e Lazio impattavano sullo 0-0. Qui le prime lacrime del vostro umile scrivano che all'epoca era solo un ragazzino ma già profondamente malato di juventinite cronica per non trattenere la rabbia per vedersi sfuggire uno scudetto che sembrava impossibile fino a pochi minuti prima. Un certo Spadoni con la sua marcatura stava vanificando l'impresa degli scaligeri, a che sarebbe servito il crollo milanista se la Juve non vinceva? E mentre a Napoli la situazione non si sbloccava (una vittoria laziale avrebbe permesso ai capitolini di spareggiare con i rossoneri) ed aVerona il punteggio impazziva (fino al 5-3 finale), all'Olimpico veniva annullato un gol ad Altafini perché nel colpire di testa si era appoggiato al palo ed il regolamento non lo permetteva. Ma il vecchio leone si rifaceva al 61' e con la sua nona rete stagionale realizzava il pareggio; l'adrenalina saliva, saliva, ed i minuti passavano, passavano. Ormai Ameri stava già ripercorrendo la trionfale stagione milanista, quando la voce roca di Ciotti entrò di prepotenza nell'etere: "scusa Ameri, scusa Ameri, all'Olimpico Cuccureddu ha portato in vantaggio la Juventus!".Mancavano tre minuti alla conclusione del campionato, mai interruzione fu così benedetta dal popolo juventino. E sono di nuovo lacrime, tante, come tanta la gioia nel cuore e subito via, in strada con il bandierone a salutare le prime auto strombazzanti per l'insperato ed incredibile scudetto. Grazie Ciotti, grazie Cuccu, impensabile jolly dal cognome fino allora impronunciabile e che da adesso in avanti diventerà di una dolcezza infinita, grazie zio Cesto che con la tua saggezza hai guidato dalla panchina la squadra al secondo scudetto consecutivo. Cestmir Vycpálek, un concentrato di saggezza e bontà, ex calciatore juventino degli anni Cinquanta, dopo aver subito la deportazione nazista nei campi di concentramento e la perdita del figlio Cestino nell'agguato aereo di Ustica, venne richiamato da Boniperti a corte, sicuro che con l'abilità del boemo la Juve avrebbe centrato grandi obiettivi e così fu. Destino volle che zio Cesto ci lasciasse per sempre al termine di un'altra giornata indimenticabile e del tutto simile a quella di Roma, proprio quel 5 maggio in cui l'Inter perdeva con la Lazio e noi vincevamo ad Udine il ventiseiesimo scudetto e che gli dei del calcio lo proteggano sempre ed ovunque. |
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Comments
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la linea l'aveva ciotti che stava descrivendo l'azione della Juventus, cross, la difesa della Roma respinge e Ciotti che urla: 'Cuccureddu tiro e gol!'. ricordo benissimo. |



Un certo Spadoni con la sua marcatura stava vanificando l'impresa degli scaligeri, a che sarebbe servito il crollo milanista se la Juve non vinceva? E mentre a Napoli la situazione non si sbloccava (una vittoria laziale avrebbe permesso ai capitolini di spareggiare con i rossoneri) ed aVerona il punteggio impazziva (fino al 5-3 finale), all'Olimpico veniva annullato un gol ad Altafini perché nel colpire di testa si era appoggiato al palo ed il regolamento non lo permetteva. Ma il vecchio leone si rifaceva al 61' e con la sua nona rete stagionale realizzava il pareggio; l'adrenalina saliva, saliva, ed i minuti passavano, passavano. Ormai Ameri stava già ripercorrendo la trionfale stagione milanista, quando la voce roca di Ciotti entrò di prepotenza nell'etere: "scusa Ameri, scusa Ameri, all'Olimpico Cuccureddu ha portato in vantaggio la Juventus!".