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PRIMO SCHIAFFO AI CAMPIONI AD HONOREM PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Gregis   
venerdì 18 agosto 2006

birramorettiLo so, gioire per una vittoria in un’amichevole estiva è davvero una schifezza. Roba da interisti, per dirla tutta. Ma stavolta è diverso, stavolta un briciolo di soddisfazione c’è, dopo la vittoria per 1-0 al Trofeo Moretti contro l’Inter. E i motivi sono tanti.
Per prima cosa, a Napoli si è avuto un primo assaggio di cosa ci aspetta nel campionato di serie B. Urla, insulti, fischi: tutta roba già vista, ma che ora è più pesante da digerire, perché chi insulta lo fa con negli occhi la certezza di essere dalla parte della ragione, di avere di fronte il Male personificato, che va in ogni modo esorcizzato. E questo francamente è un po’ troppo da sopportare per una partita di calcio.
Inoltre, vedere l’Inter con il tricolore cucito sul petto è davvero una cosa ignobile. Sentire Moratti, Mancini e compagnia bella gioire di questo “trionfo” di cartapesta è incredibile, vedere i tifosi che dopo “soli” 17 anni di attesa possono sfoggiare sulle loro belle magliette uno scudetto che NON hanno vinto è davvero ridicolo. Chiamiamoli “Campioni ad Honorem”, visto che negli ultimi anni vanno tanto di moda i titoli e le onorificenze regalate per chissà quali meriti acquisiti.
Ad ogni modo, come ha giustamente e coraggiosamente fatto notare Camoranesi, gli interisti quando devono affrontare la Juventus “se la fanno sotto”. Così è stato anche venerdì scorso, e sempre sarà. Invece, i nostri ragazzi si sono esaltati, e hanno incarnato la rabbia che tutti noi tifosi juventini proviamo in questo momento. Davanti a campioni strapagati che non hanno MAI vinto nulla con quella maglia, si sono imposti, dimostrando che chi indossa la gloriosa maglia bianconera, e la porta con onore, non deve temere nessun avversario, non deve abbassare lo sguardo davanti a nessuno.

La squadra messa in campo da Deschamps comincia ad avere una sua fisionomia, e promette piuttosto bene. In porta per ora il titolare è Mirante, in attesa che Buffon confermi con i fatti le belle parole finora dette. Sarebbe davvero bello avere ancora con noi il portiere più forte del mondo, ma visti i tempi e il comportamento di molti suoi compagni, non ci giurerei. L’acquisto di Belardi è significativo, qualcosa si muoverà ancora nella situazione-portieri. In difesa, qualche problema potrebbe arrivare dalla coppia di centrali, che non appare molto ben assortita. Legrottaglie è un mistero, Birindelli rientra dopo un grave infortunio ed è da verificare nel ruolo di centrale, Tudor ha indubbie qualità ma è discontinuo e spesso infortunato, Kovac è un elemento di sicuro affidamento ma non può reggere la baracca da solo. L’innesto di un giovane come Masiello potrebbe essere importante, ma va valutato con attenzione. Sulle corsie laterali Chiellini e Balzaretti offrono maggiori garanzie, e si sono dimostrati già in buone condizioni fisiche. Lo spirito inoltre sembra quello giusto, soprattutto quello di Balzaretti che ha più volte pubblicamente rivendicato i meriti di questa squadra e la legittimità delle ultime vittorie conquistate sul campo: bravo, altri compagni ben più in vista non hanno avuto lo stesso coraggio.
La coppia di centrali di centrocampo dovrebbe essere Zanetti-Giannichedda, ma non è da escludere l’inserimento di elementi più giovani, che rappresenterebbero anche un investimento per il futuro. Paro è reduce da una buona stagione da titolare a Siena, ha qualità ma deve migliorare, soprattutto nella misura dei lanci e delle aperture. Marchisio è stato promosso direttamente dalla Primavera Campione d’Italia, e ha già dimostrato di avere grandi doti, soprattutto in fase di rilancio dell’azione. Deschamps lo tiene d’occhio, e credo che riveda in lui molte delle caratteristiche che lo hanno reso grande. Speriamo. Sulle fasce, c’è addirittura qualche problema di abbondanza, con Nedved e Marchionni titolari fino a quando Camoranesi non avrà deciso cosa fare. Inoltre, si è messo in luce in diverse occasioni Guzman, che nel corso degli anni si è riciclato da punta ad ala, con buoni risultati. Il paraguaiano è veloce e dotato di un sinistro preciso e velenoso: tornerà utile. Il ritorno di Chiumiento appare difficile da spiegare: il ragazzo ha grande talento, ma nelle stagioni giocate a Siena e Le Mans ha avuto parecchie difficoltà, soprattutto a livello fisico. Non si capisce se Deschamps lo abbia voluto per tentarne il rilancio oppure se la sua sia solo una comparsata, in vista di una nuova sistemazione in prestito. La speranza è che tanto talento non vada irrimediabilmente sprecato.
In attacco, tutto ruota intorno a David Trezeguet. Dovesse restare, il potenziale offensivo sarebbe addirittura esagerato per un campionato di serie B. Il francese e Del Piero potrebbero tornare a formare la coppia d’oro che ci portò dritti allo scudetto nel 2002. In ogni caso, le seconde linee garantiscono qualità: Zalayeta appare finalmente in ottima forma, e si conferma giocatore molto prolifico, Palladino è bomber di razza che non tarderà a mettersi in luce anche in maglia bianconera, mentre Bojinov ha talento da vendere e dopo una stagione abbastanza deludente a Firenze cercherà il riscatto, per tornare ad essere il bomber di un paio di anni fa.
In rosa in questo momento ci sono ancora diversi giocatori che molto probabilmente non faranno parte della squadra che affronterà la stagione 2006/2007. Alcuni sono ragazzi della Primavera, che il mister sta provando ma che saranno dati in prestito (De Ceglie, Luci, Bartolucci, Rossi), altri sono giocatori che poco hanno a che vedere con la Juventus, e che sono destinati ad essere ceduti definitivamente (Zebina, Sculli, Kapo, Bonnefoi).

Deschamps ha sicuramente del buon materiale su cui lavorare, e la speranza è che almeno alcuni dei campioni che sono in bilico alla fine decidano di restare in maglia bianconera. Un innesto al centro della difesa sarebbe più che sufficiente per garantirci una squadra in grado di recuperare la pesante penalizzazione subita e di lottare da subito per la promozione in serie A.

 
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