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QUATTRO PAPPINE, TUTTI ZITTI E A CASA |
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A circa dieci minuti dal termine della partita lo Stadium presentava larghi vuoti, lasciati liberi da numerosi spettatori che, annoiati, avevano abbandonato gli spalti anzitempo. In verità avrebbero potuto farlo dopo un quarto d'ora, visto la gara è durata appena otto minuti. Al primo affondo in area capitolina, quattro minuti dopo il fischio d'inizio, Vidal porta in vantaggio i bianconeri ed il cileno si ripete all'ottavo, al secondo ingresso in area juventino. Da qui in avanti i bianconeri pensano giustamente al Cesena ed a salvare le gambe, gigioneggiando contro . . .
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700 volte grazie di esistere |
Quando la magia lascia spazio alla poesia, quando la classe s’interseca con la grinta, quando la rete si gonfia e con essa il cuore, quando per la settecentesima volta nella tua vita vedi un campione di 37 anni dipingere col pallone come nessuno mai, è esattamente lì, in quel preciso istante che non ti resta altro da fare che lasciare spazio alle emozioni, farti trasportare da un mare di sensazioni ubriacanti, e lasciarti andare via tra i luminosi ricordi del passato e lo splendido fulgore di un presente che dovrebbe essere anche il futuro... Che siano 90 minuti o uno scampolo di partita, Alessandro Del Piero sa sempre come fare per regalarci sensazioni di estasi assoluta, piccole perle di vita da vivere intensamente . . .
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Da Signora Grandi Sprechi a capolista il passo è breve, purché quel passo lo compia il Capitano per trasformare in vittoria una punizione e rivoltare l'atmosfera disperata che aleggiava allo Stadium. Ormai parole per definire o raccontare Alex Del Piero non se ne trovano più, aumentano soltanto numeri, record e statistiche. Leggenda nella leggenda, il Capitano si inventa un tiro da cineteca nel giorno in cui timbra il settecentesimo (700!!!) cartellino con la gloriosa maglia della Juventus e lo fa in una serata che sembrava essere divenuta un incubo. Quella contro una Lazio rinunciataria e catenacciara all'eccesso . . .
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Il Palermo dal dopo farsopoli ci aveva battuto ben sei volte, come del resto lo avevano fatto in tante di squadre di media classifica in questo lustro. Ora pian piano tutto sta cambiando, le statistiche le stiamo rivedendo in positivo, ma la cosa che colpisce in questo momento è la forza mentale del gruppo di Conte. Giocare dopo il risultato di Milano, avrebbe potuto portare nella testa di molti il famoso “braccino”, ma invece per fortuna la pareggite per una giornata è stata debellata. La Juventus ha vinto con il piglio della squadra padrona, sicura di sé . . .
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IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO DEL WEEK END SIAMO NOI |
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Nella giornata in cui la classe arbitrale decide di astenersi (una volta tanto) dall'elargire rigori in favore degli ex governativi, la zio Fester band non può far altro che pareggiare in quel di Catania ed i bianconeri si riportano a sole due lunghezze dalla vetta. Al fine dell'assegnazione dello scudetto pensiamo che ciò conti poco, ma almeno provocherà un qualche aumento della pressione arteriosa a qualche componente dello staff milanese orfano dell'amico-tifoso non strutturato Meani e dei suoi maneggi. Il Napoli visto allo Stadium è troppo brutto per essere vero, ma speriamo che tale rimanga almeno fino al 20 maggio, vittima probabilmente del "chiagni e fotti" abusato dal . . .
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LA JUVE SCHIACCIA IL NAPOLI: 3-0! |
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Con una prova sontuosa la Juve piega il Napoli dei tre tenori (ieri sera stonati) e si mette nella scia del Milan, bloccato da un Catania che non ha rubato nulla sabato pomeriggio. Vidal migliore in campo ma è la difesa che in questo momento risulta essere il reparto che regala più certezze a Conte. Le ultime tre uscite dei bianconeri hanno regalato un attivo di dieci reti fatte contro le zero subite; alzi la mano chi aveva previsto questo. L’inizio è di marca bianconera, i padroni di casa tengono palla e prendono subito campo; Borriello al 5° si nota con una girata di testa che esce di molto fuori. Chissà se sarà la serata buona . . .
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Caceres e un immenso Del Piero annientano i “campioni di cartone” |
Le emozioni vissute ieri sera, chi sugli spalti, chi semplicemente a casa dallo schermo del proprio computer o del proprio televisore, sono di quelle da incorniciare, da mettere nello scrigno dei ricordi più preziosi e custodire gelosamente e amorevolmente, di quelle che raccontandole perdono in parte la magia di ciò si è provato vivendole, di quelle che solo chi tifa Juventus può provare e che pur essendo avvezzo da sempre a momenti di questo tipo, ogni volta sa stupirsi e inorgoglirsi come la prima volta in un tripudio di sensazioni . . .
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SENZA FACCHETTI NIENTE CARTONE* |
L'effetto collaterale protetto dalla federazione italiana sul campo non vince mai e può solo sperare tra un centinaio di anni in un'altra sentenza a tavolino. Nemmeno durante un tempo in cui si è giocato a ritmi blandi di fine stagione ed era un "Buffon contro tutti". E' bastata una piccola accelerazione nella ripresa, coincisa con l'ingresso in campo del Capitano, a far sciogliere come neve al sole la compagine guidata in panchina dal noto cantante del Testaccio. Dopo un paio di prestazioni positive Vucinic è tornato ad essere sé stesso, ovvero un insopportabile ed inutile bidone; non contento di aver perso una quantità industriale di palloni . . .
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