|
Altra domenica infernale... diamo uno sguardo agli altri sport
Non vorrei essere ripetitiva, ma non posso certo pararmi gli occhi dopo gli errori da parte di Dondarini a Reggio Calabria. Forse la reazione della dirigenza bianconera è stata alquanto limitata e composta rispetto al torto subito, con una lettera sui generis, ma mediaticamente piuttosto efficace. In questo pazzo mondo del calcio non si è mai contenti: “Si sbraita? Moderiamo i termini! Si moderano i termini? Abbassiamo la voce”.
Basta però!!! Basta!!! Perché la Juve ha già sufficientemente pagato per gli errori commessi, ha già scontato colpe sue e non, e adesso non possiamo far tutti finta di non vedere “perché è giusto così, la Juve sta solo ripagando quello che ha rubato in passato”. Io penso che alle volte il silenzio sia una gran virtù, perciò la pianto qui, e scrivo di cose belle e brutte successe in sport minori; magari riprendiamo un po’ la giusta misura delle cose.
Il nuoto ad esempio, ci offre la possibilità di osservare una famiglia davvero speciale; dopo Nicola e Tommaso Marconi, anche Maria Marconi è riuscita ad aggiudicarsi l’accesso alle Olimpiadi vincendo la gara di recupero del trampolino da tre metri alla Coppa del Mondo. Altro pass Olimpico anche per Tania Cagnotto, che si è qualificata nella piattaforma 10 metri, grazie al secondo posto.
Che altro… il tennis. A san Jòsè Andy Roddick si è aggiudicato il Torneo ATP battendo in finale il ceco Radek Stepanek, numero 4 del tabellone, con il punteggio di 6-4, 7-5. Lo statunitense ha chiuso la gara con un’ora d’anticipo, sfruttando la sua innata bravura nel servizio.
Brutte notizie invece dal basket: la Benetton, oltre alla sconfitta con Milano, ha subito la contestazione dei suoi tifosi, finita in un’aggressione per fortuna senza conseguenze, a Lucas, Mensah, Bonsu e Austin.
Per quanto riguarda la Formula 1 invece, cattive notizie per la Super Aguri, che potrebbe saltare il primo appuntamento del Mondiale 2008 in Australia. La scuderia giapponese è alle prese infatti con una crisi finanziaria che finora ha influenzato pesantemente i test invernali.
Insomma, tutto questo per dire che è possibile avere uno sport senza polemiche, paure di congiure, telefonini e rolex, super stipendi miliardari, calciatori rovinati dalla grande pressione; è possibile avere gare senza arbitri impazziti, pubblico in completo stato di violenza, paura di andare allo stadio. Anche se non sembra c’è voglia di recuperare il vero senso del calcio, di praticare lo sport divertendosi perché forse ce lo siamo scordati, ma è solo un gioco. Un gioco dove circolano miliardi e dove magari ci girano intorno tante persone, ma solamente e soprattutto un gioco.
|