| Scritto da Rhodry_van_fanel | |
| luned́ 13 dicembre 2010 | |
STORARI 5.5 – Lo colpisce come una maledizione la polemica settimanale riguardo le dichiarazioni di Del Neri su Buffon (a tal proposito 4 a Silvano Martina, l'agente del calciatore per quella ridicola uscita: "fossi il presidente della Juve darei una multa a Del Neri", l'allenatore della Juve mette sopra il gruppo sopra tutti, lo ha fatto con Del Piero e non si vede quindi il motivo per cui non lo debba fare anche per Buffon), la notizia sta nel fatto che il mezzo passo falso che ha permesso alla Lazio di pareggiare è forse il primo errore degno di nota dall'inizio di stagione di un portiere che aveva il difficile compito di sopportare il paragone con Buffon, per il resto solo ordinaria amministrazione perché la Lazio fa il suo secondo tiro degno di nota nello specchio della porta solo a 5 minuti dalla fine della partita.SORENSEN 6.5 – Mezzo voto in più lo merita solo per quel sangue freddo (glaciale quasi) che permette a un ragazzo di soli 18 anni di non perdere la testa dopo le difficoltà iniziali incontrare nella marcatura su Zarate. Resta evidente la sensazione che il danese abbia tutte le caratteristiche del centrale di difesa e che lo spostamento sulla fascia sia solo un ripiego dovuto al fatto che al centro giocano due inamovibili come Bonucci e Chiellini, ma già il fatto che il rendimento in un ruolo non suo sia questo è una notevole nota di merito. Come detto per caratteristiche fisiche non sembra adatto a marcare sulla fascia dove spesso giostrano dei giocatori brevilinei (in questo caso Zarate) ma quando altri suoi coetanei perderebbero la testa nel mezzo della bufera, lui con la grinta e l'esperienza di un vecchio lupo di mare (alla faccia dell'età) si lega al timone, con fisico e mestiere fa valere i suoi notevoli mezzi fisici e il senso dell'anticipo che gli permette di limitare poco a poco l'avversario fino a mettergli la museruola. CHIELLINI 7 – Uomo ovunque e pilastro di questa squadra, sempre più nei panni dell'erede designato di Del Piero per i gradi di capitano. Prima porta in parità il conto della sua personale sfida col compagno di reparto Bonucci per quanto riguarda la classifica cannonieri (ora sono 3 a 3 e i tifosi juventini godono come ricci con due difensori così letali nell'area avversaria) poi guida la difesa con la consueta sicurezza. Lo trovi ovunque e in tutti gli interventi importanti. BONUCCI 6.5 – Trattasi del degno completamento del pacchetto difensivo insieme a Chiellini. Rispetto al suo compagno ha un piede assai più sopraffino ma deve anche finire quel percorso di maturazione che ha portato il Chiello alla piena consapevolezza dei suoi notevoli mezzi. Ancora si lascia andare a qualche svolazzo di troppo e a qualche amnesia difensiva ma nel complesso nessun grave errore. GROSSO 5.5 – Fa il suo compitino dietro ma davanti latita troppo e dimostra che i dubbi suscitati nella scorsa stagione sono ben lungi dall'essere fugati da qualche prova poco più che sufficiente. L'ultimo De Ceglie prima dell'infortunio era di gran lunga migliore nel ruolo e onestamente anche quel poco che si è visto di Traorè sembra essere preferibile. Resta comunque un prezioso aiuto in questo momento di difficoltà in un ruolo che non ha ancora un vero padrone. ![]() KRASIC 7.5 – Dopo il gol di Chiellini la Juve può godere di 10 minuti buoni in cui sfruttare gli spazi lasciati da una Lazio alla ricerca del pareggio e il serbo in quegli spazi affonda come un coltello caldo nel burro mostrandosi da subito in serata di grazia e servendo a Quagliarella un delizioso pallone che potrebbe portare a un fulmineo 2-0. Lo sciagurato errore di Storari permette alla Lazio di tornare a fare la partita che predilige chiudendosi per poi ripartire e questo consente a Cavanda di contenerlo un po' anche perché Reja lo ha pesantemente indottrinato sulla necessità di giocare sempre di anticipo per non lasciare a Krasic la possibilità di puntare l'uomo. L'abnegazione del terzino laziale frutta tuttavia il corrispettivo di una toppa in una diga che sta per crollare e quando la freccia bionda innesta la settima diventa inarrestabile, se poi pensiamo che l'accelerazione decisiva arriva al 94° quando gli altri hanno la lingua che arriva a terra si comprende il valore del gesto atletico. AQUILANI 6.5 – Non è ancora sui livelli con cui aveva viziato i tifosi bianconeri e il sospetto è che nel suo caso dei semplici problemini che ad altri giocatori non toglierebbero affatto il sonno diventino dei presagi funesti che lo condizionano molto a livello psicologico visti i suo trascorsi fisici. Tuttavia Delneri ha saputo toccare l'orgoglio del principino di Roma tenendolo tutta settimana sul filo della panca ottenendo una partita di gran lunga superiore all'ultima incolore prestazione di Catania. Un po' sfortunato in occasione della bella punizione che la barriera devia sulla traversa. Almeno in altre due situazioni va vicino al gol, si spegne nella ripresa ed esce per affaticamento.44’ st Sissoko 6.5 - il voto più che per la prestazione è per il gesto tecnico del precisissimo lancio lungo che innesca il gol vittoria, un elogio e un incitamento per un giocatore che sembra avere voglia di cambiare aria ma che i tifosi si terrebbero volentieri se solo dimostrasse di credere un po' di più nelle sue possibilità, un po' come fa Pepe che non si arrende alla panca e fa di tutto per meritarsi il posto da titolare. MELO 7 – Se da due partite il centrocampo della Juve non sembra dare segni di sofferenza nonostante il leggero calo di Aquilani e nonostante ieri anche Marchisio non abbia sfoderato la solita prestazione maiuscola il merito è tutto di Melo che in questo momento è il Sultano del reparto mediano. Sta in un momento di forma psicofisica strepitoso e oltre a fare quello che ci si aspetta da lui, ovvero recuperare tonnellate di palloni, fa anche quello che l'anno scorso non gli riusciva mai e che anzi gli costava quasi sempre brutte figure. Se Hernanes praticamente non si vede mai il merito è tutto delle cure che gli riserva il brasiliano.MARCHISIO 5.5 – Te lo aspetti riposato e pure un po' "incazzato" (nel senso buono del termine) dopo il turno di squalifica che in teoria gli dovrebbe aver consentito di tirare un po' il fiato e invece sembra quasi che il fermo forzato abbia permesso a un po' dell'umidità di Vinovo di infiltrarsi nel meccanismo che finora aveva girato come un orologio svizzero facendolo leggermente arrugginire. Prestazione incolore e uscita anticipata per un dolorino.22’ st Pepe 6.5 - Sissoko impari da lui. Quando sei chiuso da giocatori straordinari che sembrano titolari inamovibili ma credi fermamente nei tuoi mezzi la via d'uscita non è abbattersi e pensare a trovare posto in altre squadre ma lavorare duro per dimostrare quelle qualità che sai di avere e che ti possono valere un posto da titolare in qualsiasi squadra. Ancora una volta dimostra di essere stato un tempo seconda punta e di avere una notevole dimestichezza col gol. Prima impegna Muslera severamente e poi compie un gesto tecnico notevolissimo con uno stop al volo su lancio lungo e tiro immediato cui però non riesce a dare la necessaria potenza permettendo al portiere laziale il facile intervento. QUAGLIARELLA 6 – Va subito vicino alla nona rete in campionato ma non riesce a finalizzare la strepitosa azione di Krasic che prima brucia gli avversari e poi gli mette in mezzo un bel pallone da girare in porta. Una segnatura non facile ma nemmeno difficile per uno coi mezzi tecnici di Quagliarella. La sensazione netta è che sia molto più pericoloso di Iaquinta e a fine primo tempo solo il sacrificio di Biava che si immola davanti al tiro a botta sicura dell'attaccante gli toglie la soddisfazione della rete. Stavolta però non riesce a trovare la zampata vincente e in generale la sua prova è meno brillante di quelle recenti ma comunque positiva.26’ st Del Piero 6.5 - Conferma la buona prova di Catania e di essere in crescita rispetto al recente periodo di appannamento. Resta tuttavia vivida la sensazione che in velocità ormai abbia dei limiti non più superabili per via della carta d'identità. Quando gioca sulla mattonella invece resta fenomenale come quando chiama Muslera al miracolo su punizione o come quando riesce a saltare l'uomo partendo in dribbling da fermo anche se poi perde sempre un po' di lucidità quando si tratta di scappare all'avversario dopo averlo saltato. IAQUINTA 5.5 – Resta sempre la sensazione che quando prova a fare il generoso il suo lavoro sia meno costruttivo rispetto a quello di Quagliarella che pare correre con maggiore sagacia tattica quando viene chiamato a giostrare al largo dall'area. Se invece viene chiamato a cercare la porta mostra l'indole del goleador. Troppo spesso in fuorigioco, troppo spesso a fare fallo sul difensore quando non riesce ad arrivare prima sul pallone facendo così un regalo agli avversari. Un giocatore che delude per quello che potrebbe fare e non fa, non riesce mai a convincere davvero. All: Delneri 7 – L'ho già detto tante volte e come me lo hanno detto in tanti, ma non ci si stanca mai di ripeterlo. Questa Juve è figlia del suo lavoro e si vede lontano mille miglia. Ne rispecchia perfettamente il credo e le idee. Ancora manca quella perfezione difensiva per cui il tecnico di Aquileia è famoso ma c'è ancora molto margine di miglioramento e il fatto di avere il migliore attacco della Serie A è già una bella compensazione per questo difettuccio. Anche in attacco per altro ci sono notevoli margini di miglioramento in quanto la Juve costruisce sempre molto ma paradossalmente non concretizza quanto potrebbe nonostante segni già ora più di tutti (vedi i pareggi con Roma e Fiorentina). Non serve un fenomeno come Ibra ma già sarebbe sufficiente un bomber di razza per fare un salto di qualità notevole. JUVE 7 - Se come molti hanno scritto la posta in palio era il ruolo di anti Milan allora la Juve vince e merita ben oltre quanto si è visto sul campo. Se vuoi puntare in alto la dote fondamentale è non accontentarsi mai e riuscire a superare i propri limiti e la Juve questo fa. La lazio, al di là delle belle parole che spesso l'hanno accomunata alla squadra di Delneri, più o meno: "Loro sono più forti ma noi dobbiamo crederci", dimostra coi fatti che la mentalità dei biancocelesti è quella di accontentarsi e di ritenere più importante tenere a distanza una rivale diretta per il piazzamento Champion's che inseguire il Milan vittorioso col Bologna e in fuga. La Juve non si è accontentata e anche se un pareggio la manteneva perfettamente in corsa per quel piazzamento Champion's che era l'obbiettivo d'inizio stagione dimostra di essere la sola squadra in campo a volerci almeno provare davvero nella rincorda alla squadra rossonera. Una grande squadra si vede dalla mentalità e la Lazio sotto questo aspetto è ancora una provinciale, seppur di lusso. Carlo Invernizzi |